mercoledì 6 dicembre 2023

Marco Machera - Dormiveglia (Baracca & Burattini/G.T. Music Distribution, 2023)


Il nome di Marco Machera dovrebbe suonare familiare agli appassionati italiani del progressive rock. Questo giovane e brillante bassista ha collaborato con artisti del calibro di Paul Gilbert, Pat Mastelotto e Julie Slick, con la quale ha fondato gli EchoTest assieme al batterista Alessandro Inolti.

"Dormiveglia" è il suo quarto album in studio e, considerando il suo curriculum, la partecipazione di un cast stellare non sorprende. Tra gli ospiti internazionali di rilievo troviamo i già citati Slick e Mastelotto, ma anche Tony Levin (Peter Gabriel, King Crimson, John Lennon, David Bowie, Liquid Tension Experiment e, letteralmente, mille altri) e Steve Jansen, lo storico batterista dei Japan. Il disco esce a sei anni di distanza dal precedente "Small Music From Broken Windows", sebbene sia stato in gestazione sin dal 2019, e abbia visto la sua realizzazione in studi sparsi per tutto il mondo.

L'album si presenta come un lavoro maturo, elegante e ben strutturato. Machera evita accuratamente di incappare nella trappola di presentare un disco progressive rock tout court: in effetti, la musica è più assimilabile ad un pop elegante con sfumature ambient, e richiama alla mente alcuni lavori classici di artisti come David Sylvian, Peter Gabriel e Brian Eno, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui scorre la scaletta. 

Tra le dieci canzoni incluse, spiccano soprattutto "Lost + Found", che si distingue per l'eccezionale sassofono di Frank Ultra e un giro di basso ipnotico, e la title-track, caratterizzata da una coda potente, emozionale e molto ben sviluppata. Altri momenti memorabili includono la commovente "Trains (They Might Have Been There)", dedicata all'amico Andrea Gastaldello, talentuoso musicista scomparso nel 2021 e richiamante lo stile dei Japan del periodo "Oil on Canvas", "Building Homes" con un buon connubio tra il cantato di Machera e della corista Aria Falco, "The Empty Mind" con il suo affascinante mix tra archi e sonorità semi-elettroniche e la cupa "Did You Get What You Wanted?" che chiude l'album con un sapiente utilizzo di loop e campionamenti.

Considerando la gestazione del disco, colpisce molto l'omogeneità e la compattezza del prodotto finale: la produzione è, anzi, uno dei punti di forza di questo lavoro. Il mixaggio, realizzato con grande cura, non solo suona molto gradevole all'orecchio, ma riesce anche nell'intento di evidenziare i punti salienti di ogni brano. Machera, oltre ad essere un validissimo musicista, si rivela anche un cantante interessante: benché non abbia una timbrica classica, sa come sfruttare al meglio la propria voce e, soprattutto, come sposarla convincentemente al materiale che compone. Date le sue competenze di traduttore, oltre che di musicista, non dovrebbe sorprendere che la sua pronuncia risulti ottima, soprattutto in confronto ad altri italiani che si cimentano nell'inglese.

"Dormiveglia" è un album indubbiamente valido ed elegante, capace di infondere un suono fresco e moderno a delle composizioni che traggono ispirazione da una scena musicale del passato. Questo avviene perché, grazie alle sue collaborazioni, Machera non solo è riuscito a guadagnare credibilità in tale scena, ma può anche vantarsi con orgoglio di farne parte.

Marco Machera


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