Nuova, bella, edizione del Barcolana Music Festival, la parte musicale della famosa regata triestina che porta migliaia di visitatori ogni anno nella splendida città sul mare. Nell'incantevole cornice di Piazza Unità d'Italia, quest'anno gli organizzatori hanno deciso di far esibire alcuni degli artisti più importanti della scena italiana, quella pop. Le Vibrazioni, i Velvet e Daniele Silvestri, anche se in questo articolo ci occuperemo solo della prima delle due giornate che hanno composto la rassegna.
Alle 20.30 salgono sul palco gli Ultima, una band pavese che inizia subito a scaldare la folla con un rock alternativo vagamente influenzato dai Subsonica e dalle tonalità più calde di Muse, Placebo e, alla lontana, proprio dei Velvet, che li seguiranno poi a ruota sul palco. Il set dura circa trenta minuti e la reazione dei pochi presenti, tra i molti che invece vagabondano per la città nonostante i cinquanta chilometri orari di bora, è sicuramente calorosa. Lasciano un ottimo ricordo, ed ecco perchè vi linkiamo il loro MySpace.
I Velvet suonano invece per circa quaranta minuti proponendo un repertorio neanche troppo banale, saltando a piè pari il loro singolo più importante, "Boyband", che molti si aspettavano ma che alla fine avrebbe solamente alterato l'atmosfera rock creata dalla band. "Funzioni Primarie" la migliore in scaletta, famoso brano del 2005 che dal live rende addirittura meglio che su disco. I romani propongono poi anche alcuni nuovi arrangiamenti di vecchi pezzi che saranno inclusi in una prossima raccolta, e a "farne le spese" è la bella "Una Settimana, Un Giorno", cantata all'unisono dalla gente che inizia ad ingrossare le file per gustarsi i big, Le Vibrazioni.
Francesco Sarcina & co. arrivano sul palco dopo poca attesa, con una scenografia che ricrea un contesto vagamente retrò anche se se ne poteva sicuramente fare a meno. La setlist è concentrata di nuovo sull'ultimo disco, e oltre alle azzeccatissime "Oggi No", "Malie", "Le Strade Del Tempo" e "Va Così", concedono qualche tuffo nel passato con le celebri "In Una Notte D'Estate" e "Un Raggio Di Sole". Mancano "Seta" e "Sani Pensieri" che nella prima parte del tour avevano regalato almeno un po' di respiro ai fan più legati al loro primo periodo, però bisogna dire che l'assenza di canzoni come "Dedicato a Te", "Angelica" e "Dimmi" dà sempre un'aria più rock ai loro concerti.
L'esecuzione delle canzoni è ovviamente ottima e non è certo una novità che questi quattro sul palco ci sappiano fare. Impeccabile come sempre Boogie alla batteria, nonostante una perdita di bacchette nel momento topico della partenza del ritornello di "Drammaturgia" che riesce comunque a nascondere con una mano sola. Anche questo indica certamente la sua bravura, e notiamo anche l'ottima performance di Emone al basso, che inizia a raggiungere pian piano il suo predecessore Garrincha nonostante questa non sia certo un'impresa facile. Malattia, probabilmente, per Wizard che riduce al minimo la sua presenza scenica mantenendo comunque intatta la sua imprescindibile tecnica alla chitarra. Un po' brillo probabilmente il frontman che non risparmia al pubblico né una filippica contro i tagli all'istruzione, ai quali dedica "Vieni Da Me" (con un divertente siparietto che finisce con "vieni da me, istruzione", chissà cosa gli passa per la testa?), e contro un ragazzo che lancia sul palco dei crackers ("la mamma non ti ha insegnato che non si spreca il cibo?"), e tra una parola dimenticata e l'altra riesce comunque a intrattenere e suonare con grande stile.
Che questa sia una delle migliori band in circolazione si sa. Che una fetta del pubblico "alternative" italiano li snobbi, pure. Ma visto che molti di questi non si sono mai degnati di andare a vedere un loro concerto, li invitiamo caldamente a farlo visto che queste esperienze regalano comunque una dimensione diversa delle Vibrazioni. Stavolta da migliorare, forse, c'era solo la scaletta, ma per il resto, sono state "buone vibrazioni".
Alcune foto della serata (e di quella successiva, con i The Charlestones) a cura di Emanuele Brizzante e Alessia Radovic si trovano qui.
Video di "Concertiblog"
"IN UNA NOTTE D'ESTATE"
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lunedì 11 ottobre 2010
domenica 11 ottobre 2009
Barcolana Festival - Trieste: Giornata 2 (10 Ottobre 2009)
Seconda Giornata: Cesare Cremonini
Come ogni anno alla Barcolana non c'è spazio solo per il rock più "di nicchia" (se lo si può ancora definire così nel 2009...) ma anche per artisti provenienti dal mondo di MTV e delle hit parade. Quest'anno questo posto è affidato a Cesare Cremonini, come previsto accolto da un bagno di folla (in verità giunta a concerto già iniziato) e da numerose ragazzine (tra le quali citiamo le cosiddette "Giubbe Rosse", fan che lo hanno seguito dalla prima all'ultima data del tour, che per l'appunto è questa di Trieste). La scaletta del "cantautore" bolognese si concentra su tutti i singoli della sua non più molto breve carriera, sui quali spiccano le vecchie glorie dei Lunapop, come Qualcosa di Grande e 50 Special, e quelle più recenti come Padremadre e Latin Lover. Immancabili i singoli dall'ultimo disco (Figlio di Un Re, Le Sei e Ventisei e Il Pagliaccio), che con i musicisti che si può permettere rendono veramente bene. Si conclude con l'ormai immancabile Un Giorno Migliore una performance di 1 ora e 50 dove Cesare dimostra di essere in grado non solo di sostenere il difficile confronto con un pubblico numerosissimo e fedelissimo, ma anche di suonare il pianoforte e cantare con apprezzabile bravura. Alla faccia dei detrattori. Pollice alzato anche per gli strumentisti tutti molto dotati e precisi, che mettono in scena alcuni arrangiamenti più "complessi" ed agghindati rispetto alle versioni dei dischi, proponendo quindi uno spettacolo live dai toni in certi momenti più rock, ma in generale sempre fedele ai canoni pop di Cremonini.
Se il prossimo anno vi capita di passare per Trieste ad Ottobre non perdetevi la Barcolana, splendido evento non solo per la musica e che accoglie, in ogni caso, anche artisti di un certo spessore in una delle piazze più affascinanti d'Italia. Unica nota dolente le imprecisioni organizzative (del tipo sbagliare i nomi dei gruppi sul cartellone?), superate comunque dalla qualità dello spettacolo che, bisogna ammetterlo, nonostante la pioggia non è andato alla deriva.
* Foto by Mak
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