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domenica 28 marzo 2010

Intervista a EDO

INTERVISTA SCRITTA PER INDIE FOR BUNNIES

Edoardo Cremonese, in arte Edo, è un artista padovano trapiantato in terra milanese negli ultimi tempi. Propone un cantautorato non troppo raffinato, affezionato alle sue origini, colmo di provincialismi e, soprattutto, di ironia dall’impronta giovane. Per certi versi, l’anima dell’universitario tradotta in musica. Con il suo ultimo lavoro, “Naso A Tramezzino EP”, registrato nel suo armadio, prova ad entrare nel giro che conta della capitale dell’indie italiano. L’abbiamo contattato per chiedergli qualcosina sulla sua attività e sulla sua visione della musica, e questo è il risultato. In forma di chat, per fare concorrenza a Rolling Stone.

Allora ciao Edo, come butta? Dono qui per una chiacchierata sul tuo progetto, tempo per qualche domanda?
Ciao Brizz tutto bene te?
Tutto bene grazie, anche se sicuramente te la passi meglio tu in quel di Milano! allora, la prima domanda introduttiva può essere un po noiosa ma facciamola lo stesso dai… parla un po’ di te, da quanto suoni, cosa suoni e perché suoni. di quello che vuoi…
Allora non ricordo da quanto suono però so dirti che principalmente suono la chitarra acustica e canto, poi se serve suono anche qualcos’altro…ma solo se serve…
Diciamo un po’ per contornare? Principalmente usi un’impostazione da cantautorato, ma questo lo sappiamo già. Di cosa parlano i tuoi pezzi e a cosa ti ispiri per comporli? 
I miei pezzi parlano delle cose curiose che possono accadere a me come anche agli altri e cerco di metterli sempre in una chiave più ironica possibile, perché credo che senza ironia saremo perduti
Il brano “Coinquilino Fernando”, dal tuo nuovo ep, ne è un grande esempio. E sempre nel nuovo lavoro, di cui se vuoi puoi parlare, c’è anche un pezzo con delle citazioni di Antonio Albanese. sei un fan? 
Si Antonio é il mio attore e comico italiano preferito fin da bambino. Oltretutto ha sempre mantenuto una certa coerenza in quel che fa (che non è da pochi) e mi é venuto naturare omaggiarlo con un pezzo!
Senz’altro Albanese è uno degli attori comici (e non solo comici) più rappresentativi d’Italia, e dire che se lo merita è ancora poco…un gran personaggio e una grande persona. Avvicinare un comico alla musica è stata una cosa per certi versi innovativa, in cos’altro ti reputi un artista che può contribuire con qualcosa di nuovo in ‘questo’ panorama alternativo italiano? 
Non lo so, onestamente non ci penso mente compongo o registro, pero riascoltando l’ EP sono contento perchè viene fuori un lato di me anche troppo autentico poi….. de gustibus.
Certo, beh molti artisti si preoccupano più di citare influenze ed ascolti vari, risultando così quasi dei mosaici di altre cose, con prodotti poco innovativi. Non è il tuo caso, e il tuo ep lo attesta appieno. E della copertina che mi dici? Questo coccodrillo in bianco e nero vicino al tuo faccione… 
Si, la copertina viene da un quadro di un bravissimo artista toscano, Jacopo Pischedda, che ho conosciuto qui a Milano. Mi piaceva l’ idea che quel coccodrillo stesse per mangiarmi la testa…(ride, ndr)
Un’idea tipo pesce grosso mangia pesce piccolo? No suppongo non c’entri niente, ma mi piace delirare. Quale futuro ha questo ep? Precede un album, un tour, o cosa? Insomma, quali sono i tuoi progetti per questo tuo periodo milanese? 
Qui a Milano sto conoscendo un sacco di gente e c’é tutto il giro giusto e l’aristocrazia della musica che gira. Io sono ancora un piccolo satellite ed é bello che il futuro sia incerto, felicità a momenti haha. Comunque sicuramente registrerò ancora! Scusa interrompo un attimo, vado a prendermi la Nutella e un po’ di crackers, ho cali d’affetto…
Va tranquillo uomo! Comunque senz’altro sei nel posto giusto, e ti auguro il meglio possibile. Per non tirarla troppo per le lunghe vado verso la chiusura dell’intervista con una domandina trabocchetto. Qual è la tua visione della musica in Italia in questo momento? dove pensi andrà a finire la scena alternativa. e come ti ci trovi? Un po’ parlando della tua esperienza
Milano è il posto giusto sicuramente, sei circondato da un sacco di gente che riesce a camparci con la musica, e questo mi stimola….fammi entrare per favoreeee nel tuo giro giusto…hahahha
Citiamo Bugo qui eheh. 
Si si! Vorrei precisare come ho registrato l’EP, se mi permetti.
Certo, avevo sentito delle leggende metropolitane sulla registrazione del tuo ep, spiegaci. 
Lo ho suonato e registrato dentro un capiente armadio di casa mia a Padova. Ci ho suonato tutto quello che ero in grado di prendere in mano e mi son divertito un casino…poi al missaggio e al mastering ci ha pensato il mitico Manuel Massarotto et voilà! Ora devo scappare perche si sono connessi personaggi loschi sulla mia chat e ho paura, mooolta paura.
Bene se non hai nulla da aggiungere, i migliori auguri per sfuggire da questi loschi personaggi e ci risentiamo presto. Bye!

lunedì 1 marzo 2010

Edo/Juliette Lewis/Amari

EDO - NASO A TRAMEZZINO EP (7.5 su 10)

Edoardo Cremonese, in arte Edo, è un veneto espiantato in Lombardia che ha deciso di portare la sua musica cantautorale di stampo ironico nella capitale dell'indie italiano: Milano. Piccole perle di simpatiche avventure giovanili raccontate da un universitario dal grande estro creativo, in questo disco particolarmente evidente nella varietà delle canzoni (molto superiore rispetto alle sue vecchie creazioni): “Naso a Tramezzino”, il tributo al comico Albanese “Frullatore d'Acqua Dolce” e la funny story “Coinquilino Fernando” sono potenziali tormentoni per feste di Erasmus e compleanni tra amici, ma Edo punta più in alto. Raffinata pop music da un giovane che ha tanto da dire. E si sente. 

JULIETTE LEWIS - TERRA INCOGNITA (6 su 10)
La solita Juliette Lewis con le solite canzoni. Sollevarsi dalla noia, compito duro, si può fare: ci sono in effetti brani come Hard Lovin' Woman, con le sue impronte fortemente blues e rock anni '60, e Fantasy Bar, col suo piglio potenzialmente da MTV ma che rischia di annoiare alla lunga. La produzione, affidata all'onnipresente (è un po' il Favero internazionale) Omar Rodriguez Lopez, è ottima, così come è ottimo l'apporto musicale, ma le solite tiritere alla voce e i consueti riff da Juliette Lewis stanno iniziando a stancare. Ultima volta che un disco così può raggiungere la sufficienza. 

AMARI - POWERI! (5.5 su 10)
Amari, Amari. E pensare che i dischi precedenti avevano ancora qualche perla. Sembra proprio che il "manager nella nebbia" degli Amari sia proprio andato a sbattere contro uno di quei "cartelli stradali" che loro stessi citano. In questo Poweri! le canzoni sufficienti si contano sulle dita di una mano, magari perché la blogosfera si è stancata di pubblicizzarli e di elevarli a redentori della musica elettronica italica. Salva Your Kisses, Dovresti Dormire e Ho Fatto Un Po' di Casino, che sembra quasi il tributo agli Zen Circus degli ultimi anni + loop dei Bloody Beetroots, poi ci siamo. Su questo disco c'è poco altro da dire, pop d'autore che d'autore non è più, musica per giovani fatta da non giovani. E si sente. Basta.

martedì 28 luglio 2009

Edo - Booootleg (Autoprodotto, 2009)


Edo, giovane cantautore veneto, arriva nel 2009 a pubblicare un “live” registrato in uno storico locale della sua Padova, una raccolta di otto pezzi (sette inediti e una cover) che precede un album che sarà rilasciato entro la fine dell'anno.
La chitarra acustica di Edo in questi otto brani è l'unico strumento ad accompagnare le parole, spensierati testi dal gusto provinciale e qualche volta macchiati di politica, con venature ironiche a tracciare un quadro generale della vita di un giovane padovano nell'epoca dei social network e del lavoro che non si trova più (Web Generation e Lavoro a Londra, le più divertenti ed “impegnate”, sotto questo punto di vista). C'è spazio per qualche storiella su personaggi realmente esistenti (Tommy R. e La Nana), e su “gangster di inizio novecento” come Jhon Colombo, la canzone con il giro di accordi più originale del disco. I pezzi più “orecchiabili”, che portano all'estremo l'attitudine radio-friendly dell'intero repertorio, sono Nevica sulla Luna e Horror, con ritornelli particolarmente facili da ricordare. Apprezzabile anche la scelta di includere una ben fatta cover di Jeff Buckley, in particolare l'intramontabile So Real.
Musicalmente la produzione di Edo pecca di originalità. Se i testi sono in grado di attrarre potenzialmente il pubblico e si prestano quindi all'ottica “etichetta discografica”, la costruzione dei brani è piuttosto banale e soffre certamente l'assenza di un gruppo che darebbe più grinta e più colore a delle canzoni a loro modo già complete. Anche la tecnica non è ai massimi livelli, e qualche sbavatura sia di chitarra che di voce pesa sul rendimento finale. E se molti critici direbbero che c'è bisogno di meno “provincialismo” per uscire dall'anonimato, è invece proprio questo il vero salvagente di Edo, nell'era di Vasco Brondi e dei cantautori regionali. Definitivamente un buon prodotto, simpatico al punto giusto, in attesa del primo disco.
VOTO: 7+