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lunedì 3 aprile 2023

Frank Zappa - Zappa '80: Mudd Club/Munich (Zappa Records, 2023)


Il 1980 fu una sorta di terra di mezzo nella intensa carriera di Frank Zappa. Fu, infatti, uno di quei rari anni durante i quali non pubblicò nessun disco: tanto per fare un confronto, ne uscirono cinque l'anno precedente e ne sarebbero usciti altrettanti nel 1981. Questo momento di transizione si riflesse anche nei tour di primavera ed estate dello stesso anno, durante i quali Frank utilizzò una formazione piuttosto ridotta per i suoi standard: dalle tournée precedenti sopravvissero Ike Willis (chitarra, voce), Arthur Barrow (basso) e Tommy Mars (tastiere) ai quali si aggiunsero il chitarrista e cantante Ray White, che precedentemente era andato in tour con Zappa nel 1976, e la new entry David Logeman alla batteria. Il risultato fu una band dal sound particolare con un repertorio nel quale alle tipiche e complesse escursioni strumentali si preferirono canzoni cantate, nonostante fossero per la maggior parte tutto meno che convenzionali.

Negli anni successivi da queste tournée non uscì praticamente nulla a livello ufficiale: solo due canzoni nella mastodontica opera in sei volumi "You Can't Do That On Stage Anymore" nella quale Frank racchiuse alcuni dei momenti salienti della sua attività dal vivo. A colmare questa lacuna, lo scorso 3 marzo è stato pubblicato questo triplo CD nel quale sono presenti due concerti eseguiti in occasioni speciali.

Il primo di questi è un'esibizione registrata l'8/5/1980 al Mudd Club, storico nightclub newyorkese patrimonio della scena underground Americana, del quale Frank era un assiduo frequentatore. Nonostante la brevità dell'esibizione (poco meno di un'ora) si tratta di una performance molto interessante nella sua atipicità: non ci sono, infatti, molte altre occasioni per ascoltare un concerto di Zappa in un'atmosfera così intimista. Come si può vedere in una delle foto incluse nel libretto di questa pubblicazione, il locale aveva una capacità di appena 240 persone e ciò si ripercuote nella performance stessa, con molte più interazioni del solito tra Zappa e il suo pubblico, al quale peraltro si rivolge con grande familiarità e confidenza. In questa breve performance è possibile apprezzare alcune ottime versioni di classici di Zappa, soprattutto "Chunga's Revenge", "Outside Now" e "City of Tiny Lites" tutte dotate di eccellenti prestazioni chitarristiche, e qualche brano nuovo tra cui, appunto, "Mudd Club" un divertissement nel quale Frank narra di tutte le stranezze che avvengono nel club tra le risate del pubblico. La registrazione è stata effettuata in maniera molto artigianale semplicemente piazzando un registratore Nagra a poca distanza dal palco, più precisamente vicino al registratore di cassa del bar del locale: il risultato è sorprendentemente nitido e l'ambiente sonoro del club viene catturato perfettamente.

La seconda performance è stata registrata a Monaco il 3/7/1980: l'ultima data del tour e l'ultimo concerto mai eseguito da questa formazione. Stavolta, ci troviamo di fronte ad una registrazione più professionale e, ad essere precisi, è la prima volta in assoluto che Frank provava a registrare in digitale. Nel 1981 un estratto di un'ora di questo live editato e montato da Zappa stesso venne mandato in onda sul programma radio Americano King Biscuit Flower Hour, divenendo uno dei suoi bootleg più comuni ma questa è la prima volta che l'intero concerto viene tirato fuori dagli archivi. Come intuibile, l'atmosfera è completamente diversa da quella del Mudd Club: stavolta ci troviamo all'interno di uno stadio e di fronte ad una performance meno intimista ma più lunga e con un repertorio più ampio. Di conseguenza, la selezione ha molto più respiro e c'è più spazio per l'improvvisazione: si comparino, ad esempio, le versioni di "Pound For A Brown" registrate nei due concerti. Sono inoltre presenti alcune chicche come un divertente rifacimento reggae di "Nite Owl", romantica canzone originariamente pubblicata da Tony Allen nel 1955, e una citazione alla sequenza di accordi utilizzata spesso da Santana durante i suoi assolo su "City of Tiny Lites", l'origine della quale è spiegata sul libretto nelle note di copertina del bassista Arthur Barrow. Per il resto, la scaletta si alterna ancora una volta tra classici ("Keep it Greasy", "Joe's Garage", "Bobby Brown Goes Down", "Ms. Pinky", "Dancin' Fool") a piste di lancio per intensi assolo di chitarra ("Pick Me I'm Clean", "Easy Meat", "The Illinois Enema Bandit"). La registrazione è stata mixata in diretta dal tecnico Mick Glossop e presenta pregi e difetti: la qualità audio è cristallina e molto più dettagliata del live al Mudd Club ed è un ottimo ascolto in cuffia perché permette di sentire molto bene quali sono le parti di chitarra eseguite da Ike Willis e Ray White. In compenso, però, purtroppo le voci soliste spesso risultano un po' coperte rispetto agli altri strumenti.

Questi due concerti fungono da ottima retrospettiva per capire il sound di questa particolare line-up: si tratta, indubbiamente, di musica eseguita con grande energia e precisione da una band di musicisti di classe superiore. Non è, però, materiale esente da difetti: il repertorio non è uno dei più interessanti portati in tour da Frank Zappa e la scelta dei suoni di tastiera di Tommy Mars tende spesso a dare al materiale un sound un po' troppo sintetico. Tuttavia, l'impasto vocale tra le voci di Zappa, White e Willis è eccellente, il sound più scarno fa risaltare particolarmente l'ottimo playing bassistico di Arthur Barrow e si tratta di un tour che vede uno Zappa particolarmente ispirato alla chitarra. Vale la pena anche spendere due parole sul batterista David Logeman, uno degli alumni di Zappa meno conosciuti, la cui militanza nel gruppo è durata solo per questi due tour e per le session in studio per "You Are What You Is": si tratta di un musicista di ovvio talento, soprattutto perché è stato un po' un rimpiazzo dell'ultimo secondo che ha dovuto imparare il repertorio in relativamente poco tempo, ed è un batterista dotato di ottima tecnica, feel e precisione che, inoltre, utilizza dei suoni che lo rendono immediatamente riconoscibile. Allo stesso tempo, però, non ha la personalità di un Terry Bozzio o un Vinnie Colaiuta, al quale è subentrato e che riprenderà il suo posto più tardi lo stesso anno, e il suo supporto durante i vari assolo di chitarra non ha quella dinamicità tipica dei batteristi di cui Zappa si circondava. Detto questo, la sua versatilità e precisione nelle parti scritte sono un po' precorritrici dello stile di Chad Wackerman, il batterista che entrerà nella band di Zappa nel 1981 e che resterà al suo posto per il resto della carriera concertistica di Zappa.

Come corollario alla musica, questa pubblicazione presenta un packaging compilato con estrema cura nel quale possiamo leggere delle interessanti note di copertina scritte dall'archivista Joe Travers, che spiega i motivi che l'hanno spinto a scegliere di pubblicare questo materiale e alle difficoltà riscontrate durante la produzione, soprattutto per quanto riguarda il fragile stato di conservazione dei nastri del concerto di Monaco, dal fotografo George Alper, dal chitarrista Steve Vai che era uno dei fortunati spettatori al Mudd Club e, infine, dal bassista Arthur Barrow che racconta la sua esperienza con Zappa e commenta brano per brano la scaletta dei due concerti.

In definitiva, "Zappa '80" è una pubblicazione che si ritaglia il giusto spazio tra quelle di archivio ed è l'ennesima dimostrazione dell'enormità della mole di materiale che il musicista Italoamericano ha prodotto in meno di trent'anni di carriera. L'ascolto è consigliato soprattutto ai fan del maestro ma essendo il materiale non eccessivamente complesso per gli standard Zappiani, può essere facilmente apprezzabile anche dai neofiti.

Il disco è acquistabile su Amazon o dallo Zappa Store.


La band di Frank Zappa nel 1980:
Frank Zappa, Ike Willis, Ray White, Tommy Mars, Arthur Barrow, David Logeman
(foto tratta dal libretto di questa pubblicazione)

mercoledì 21 dicembre 2016

Frank Zappa's continuing voyage into the twilight realm of his own secret thoughts




Fintanto che questo blog continuerà ad esistere, Dicembre sarà sempre un mese dedicato a Frank Zappa. Chi segue questo sito sa bene, infatti, che da qualche anno ci addentriamo nella discografia postuma di questo straordinario artista che ha lasciato una incredibile mole di materiale, a volte anche perfettamente compiuto e rifinito, consentendo così ai suoi eredi di poter pubblicare una dose massiccia di documenti postumi, alcuni anche di notevole valore musicale oltre che storico. Dall'ultima volta che abbiamo aggiornato questa lista (Dicembre 2014), oltre ad avere avuto finalmente la pubblicazione ufficiale di due documenti da lungo tempo richiestissimi, sono successi diversi avvenimenti degni di nota.

Ahmet, Gail e Dweezil Zappa
Per prima cosa, in ordine di importanza, sicuramente la morte di Gail Zappa, la vedova di Frank, vero e proprio pilastro dello Zappa Family Trust, avvenuta il 7 Ottobre 2015. Gail spesso  si è resa colpevole di alcune scelte controverse, soprattutto riguardanti la gestione dell'esecuzione della musica del marito da parte di terzi, ma comunque ha sicuramente sempre difeso con grande passione l'integrità intellettuale delle opere di Frank. Lo scettro è passato ad Ahmet Emuukha Rodan, il terzogenito dei quattro figli di Frank. Il decesso della dispotica madre sembra aver scoperchiato il vaso di Pandora perché, nei primi mesi di gestione, sono scoppiati diversi conflitti tra la progenie Zappa, con Ahmet e Diva da una parte e Moon Unit e Dweezil dall'altra. In particolare tra i due figli maschi si è accesa una diatriba riguardante i diritti dell'uso del nome Zappa Plays Zappa, il nome della coverband ufficiale; secondo Ahmet, infatti, Dweezil avrebbe dovuto pagare perlomeno una cifra simbolica per poter usare il marchio. Il primogenito, però, non trovando giusto tale trattamento, ha preferito mutare il nome in Dweezil Zappa Plays the Music of Frank Zappa. La polemica tra i due si è spinta a punto tale da coinvolgere anche i mezzi stampa, rilasciando messaggi al pubblico. In seguito questa polemica si è estesa all'utilizzo in sé del nome Zappa.

Alex Winter
Una iniziativa notevole è senza dubbio il documentario "Who The F*@% is Frank Zappa" ad opera del film-maker Alex Winter, previsto ufficialmente per il 2018. Si tratterà del primo film autorizzato sulla vita del Maestro e, come tale, il primo che utilizzerà documenti inediti provenienti direttamente dalla Vault. Essendo molto del materiale presente nell'archivio in stato precario o, comunque, in formati molto fragili, lo ZFT ha pensato bene di ricorrere all'uso del crowdfounding, promettendo premi e esclusivo materiale a coloro che decideranno di contribuire monetariamente, in modo da poter trasferire in digitale il contenuto di più materiale possibile, prima che si deteriori irrimediabilmente. Sfortunatamente, però, la polemica tra gli eredi di Zappa ha coinvolto anche questo progetto: Moon Unit e Dweezil si sono, infatti, dissociati apertamente, alludendo al fatto che la cifra incassata dal kickstarter fosse ad esclusivo uso e consumo di Winter e che a loro, sostanzialmente, non venisse in tasca nulla da tutto ciò.

Joe Travers
Come prevedibile, queste faide interne si sono ripercosse anche tra i fan di Zappa che, in larga parte, si sono avventati su Ahmet, accusandolo di essere ingordo e affetto da cupidigia quanto la madre. Purtroppo, giudicare dall'esterno queste situazioni non è mai facile, sebbene sia sicuramente molto più facile provare empatia per l'artista Dweezil più che per il manager imprenditoriale Ahmet. Entrambi, nelle loro lettere pubbliche (un po' una mancanza di classe, secondo il parere di chi scrive) espongono dei punti validi e, sicuramente, la verità pura la sanno solo loro due: il consumatore può solo basare la sua opinione solo su congetture e sui dati che appaiono in pubblico, spesso molto diversi dipendentemente dal punto di vista di chi li espone. Tuttavia, è comunque necessario spezzare una lancia a favore del terzogenito dato che, nonostante tutte le premesse, la sua gestione, per ora, è sicuramente più rilassata rispetto a quella della madre. Per prima cosa, tutti i vari dischi usciti per la Vaulternative, precedentemente ordinabili solo tramite il sito ufficiale, ora possono essere acquistati anche su Amazon a prezzi più che accettabili, rendendoli così più facilmente accessibili anche per i fan non disposti a spendere cifre esorbitanti. In aggiunta, altro fattore importantissimo, stando alle parole di Steve Feigenbaum, il fondatore della casa discografica Cuneiform Records che pubblica i dischi della Ed Palermo Big Band, una delle coverband che più si trovò a discutere con Gail Zappa per la pubblicazione dei propri lavori, Ahmet usa una linea decisamente più morbida, autorizzando senza problemi l'uscita di tributi alla musica del padre. Inoltre, all'inizio del suo mandato, il nuovo capo dello ZFT ha dichiarato di avere in programma una lunga serie di pubblicazioni, affermando che "si tratta di un ottimo momento per essere fan di Frank Zappa". In effetti, solo nel 2016 sono usciti ben 7 nuovi CD! Insomma, nonostante i vari problemi, sembra che comunque, lo scolaro Zappiano non ci rimetterà e sarà in grado di ascoltare molte nuove chicche, anche perché, il curatore principale di queste uscite rimane il Vaultmeister Joe Travers che, da circa 20 anni, sta facendo un eccellente lavoro in grado di accontentare collezionisti, i fan più esigenti e quelli casuali.  

Ecco i link per chi, prima di addentrarsi in questo articolo, volesse reperire le puntate precedenti. Le analisi cominciano a partire dall'album "The Lost Episodes", pubblicato nel Febbraio del 1996.





Dance Me This (Zappa Records ZR20018)
Data di pubblicazione: 19 Giugno 2015

Dopo anni di promesse, finalmente ecco una pubblicazione ufficiale di "Dance Me This", un album che Zappa completò poco prima di morire, la cui pubblicazione è rimasta in sospeso per motivi non specifici.  Si tratta di un'opera destinata al balletto moderno e comprendente composizioni realizzate per la maggior parte al synclavier, ma danno anche grande spazio a esibizioni di cantanti Tuvani, creando una sorta di "Zappa World Music". Il fulcro del disco sta nella suite in cinque movimenti "Wolf Harbor", molto poco ballabile, perlomeno nel senso popolare del termine, ma molto vicina alla musica del suo mito Edgar Varèse. Tra gli altri brani interessanti, abbiamo la title-track, che contiene un breve ma intenso assolo di chitarra dello stesso Frank, probabilmente l’ultimo eseguito nella sua vita, "Piano", un lungo esercizio per pianoforte molto lontano dai canoni generali della composizione zappiana e, soprattutto, "Calculus": accreditata anche a Todd Yvega, il tecnico del synclavier di Zappa, la composizione è stata realizzata tessendo degli algoritmi su una improvvisazione dei cantanti Tuvani, in modo da creare una base che andasse automaticamente a tempo con gli inevitabili sbalzi di velocità che avvengono durante un’improvvisazione vocale. Il risultato è estremamente instabile dal punto di vista ritmico, ma sorprendentemente compatto all'orecchio. "Dance Me This", come la maggior parte dei lavori dell'ultimo Zappa, è molto denso e maturo, tanto interessante quanto difficile da digerire ai primi ascolti, anche se sarebbe stato sicuramente meglio se fosse uscito contemporaneamente alle opere coeve e non 22 anni dopo, in modo da potergli dare oggi il giusto peso storico e critico. Sicuramente è un ascolto obbligatorio per lo studioso Zappiano, ma anche per l'ascoltatore generico interessato alla musica colta contemporanea. A chi, invece, viene dal mondo strettamente rock, conviene aspettare un po' prima di decidere di affrontarlo.

Voto: 8


Roxy - The Movie (Zappa Records EAGDV050/CD)
Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2015

Nel giro di pochi mesi, i fan di Zappa hanno finalmente potuto gustarsi due opere che sembrava fossero destinate a non uscire mai. Il video della serie di concerti al Roxy Club dall'8 al 12 Dicembre 1973, dai quali venne tratto la maggioranza del mitico doppio LP "Roxy & Elsewhere", è stato annunciato per molti anni, ma mai pubblicato. Il motivo, come si è scoperto più avanti, è che Zappa non aveva mai cominciato nemmeno a selezionare quali fossero i pezzi che avrebbe voluto includere in una possibile pubblicazione e che, soprattutto, non tutto il materiale era selezionabile: pare che i difetti tecnici fossero numerosi e che in molte sezioni le telecamere non stessero riprendendo ma fossero semplicemente appoggiate per terra. Finalmente, un film di 95 minuti, più circa 20 di bonus, ha visto la luce nel 2015, editato e co-prodotto da John Albarian e con i contributi audio del Vaultmeister Joe Travers. Il film in sé è spettacolare: le selezioni sono eccellenti (molte sono le stesse take dell'album originale), le performance straordinarie e la qualità video assolutamente incredibile. Si tratta di uno dei periodi più felici musicalmente per Zappa e poter vedere in azione questo gruppo è sicuramente un'esperienza memorabile. In particolare "Be-Bop Tango", che forse su album poteva risultare un po' tediosa, offre un ottimo compendio tra composizione, assolo e partecipazione del pubblico. Oltre al DVD, la pubblicazione offre anche un CD audio con gran parte della colonna sonora, in nuovi mixaggi di Bruce Botnick. Da un punto di vista musicale, tale CD risulta forse un po' fine a sé stesso, perché la maggior parte delle performance contenute sono le stesse che si possono ascoltare su "Roxy & Elsewhere" e sul CD del 2014 "Roxy by Proxy", sebbene i mixaggi di questa nuova pubblicazione siano superiori. Tuttavia, l'intero packaging risulta sicuramente promosso a pieni voti ed è un acquisto essenziale per chiunque sia anche solo minimamente interessato a Frank Zappa.

Voto: 10 (Movie), 8 (Soundtrack)


200 Motels - The Suites (Universal Music Group International/Zappa Records 00824302001929)
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2015

Nell'articolo per il ventennale dalla sua scomparsa, mi auguravo che Frank Zappa potesse presto venire considerato come un compositore vero e proprio e che la sua musica potesse, finalmente, venire eseguita liberamente da tutte quelle orchestre specializzate in repertorio moderno. Questa pubblicazione, l'unica postuma non di archivio, va proprio in quella direzione: si tratta della rappresentazione della Los Angeles Philharmonic Orchestra delle 200 Motels suite alla Walt Disney Concert Hall il 23 Ottobre 2013. Da un lato, il collezionista compulsivo potrebbe chiedersi se sia davvero necessario inserire pubblicazioni del genere nella discografia del Maestro. Dall'altro, un'uscita del genere centra esattamente il ruolo che Zappa dovrebbe avere nel mondo moderno e dà un'ulteriore aura di autenticità a questa immagine. L'esecuzione in sé è brillante e molto ben curata, tanto da poter essere considerata un po' fredda in alcune sezioni ("Strictly Genteel") e la componente umoristica, che nell'originale era per la maggior parte improvvisata e, di conseguenza, molto spontanea, è rappresentata in maniera fin troppo meccanica. Tuttavia, considerata l'attenzione che il compositore prestava in vita alle sue opere, non si tratta, necessariamente, di difetti e l'ascolto dei due CD è comunque decisamente godibile. Inoltre, questa rappresentazione ripristina anche alcuni momenti ("Can I Help You With This Dummy?", molte sezioni di "The Pleated Gazelle"...) esclusi sia dal film che dall'album originale per motivi di tempo. Non è un sostitutivo della versione incisa nel 1971, ma chi è veramente interessato al lato colto della musica orchestrale di Zappa può sicuramente considerare l'acquisto di questo doppio CD, sperando che faccia tendenza tra le varie orchestre più avventurose.

Voto: 8



Road Tapes, Venue #3 (Vaulternative Records VR 2016-1)
Data di pubblicazione: 27 Maggio 2016

Terzo volume dei "Road Tapes", contenente due concerti registrati a Minneapolis il 5 Giugno 1970. Filologicamente, si tratta di materiale di estremo interesse: è da questi nastri che Zappa tirò fuori il brano "The Nancy and Mary Music" contenuto su "Chunga's Revenge". Inoltre, si tratta di due tra i primi concerti dei "secondi" Mothers of Invention, contenenti i due cantati ex-Turtles Flo & Eddie. Tale formazione è nota per essere fin troppo contaminata da scenette comiche e battute volgari sulle groupies tanto che, alcuni fan, definiscono questo periodo in maniera dispregiativa come "the vaudeville years". In questa fase, tutto ciò non era ancora così marcato e si tratta, semplicemente, di un gruppo molto solido con due ottime voci soliste. Il rovescio della medaglia è che, a differenza dei primi due volumi, questo "Road Tape" ha una qualità audio che, effettivamente, potrebbe non essere del tutto digerita dai fan più esigenti: i problemi sono dovuti alla cattiva acustica del posto, ad una cattiva microfonazione delle voci e, per quanto riguarda la prima mezzora, all'uso di un nastro già precedentemente utilizzato, causando quindi disturbi audio di vario tipo. Tuttavia, i fan disposti a sopportare questi problemi, si troveranno di fronte comunque a delle ottime performance, soprattutto per quanto riguarda George Duke (tastiere) e Aynsley Dunbar (batteria). I brani da segnalare sono senza dubbio l'"Orange County" medley, "King Kong", "A Pound for A Brown", "Sleeping in a Jar", "The Return of the Hunchback Duke", una versione in fase di costruzione di "Chunga's Revenge" (qua ancora intitolata "The Clap") e "Justine", una divertentissima cover di un brano rock'n'roll di Don and Dewey del 1958.

Voto: 7,5


The Crux Of The Biscuit (Zappa Records/UMe ZR 20020)
Data di pubblicazione: 15 Luglio 2016

Finalmente, dopo sei anni di attesa, esce il quarto Project/Object che, come suggerisce il titolo stesso, rappresenta "Apostrophe (')", complessivamente il diciottesimo album di Zappa ed il primo ad avere un buon successo di vendita anche presso il pubblico mainstream. La prima parte del CD è costituita da un intero lato alternativo montato da Zappa nel 1973 durante la lavorazioni di "Apostrophe (')". Sebbene tre dei quattro pezzi presenti in questa costruzione siano in seguito stati inclusi nella versione ufficiale del disco, nessuno di loro è esattamente identico. I più interessanti sono "Uncle Remus" che, rispetto alla versione definitiva, presenta una strofa in più, un breve assolo di organo di George Duke e alcune splendide armonie vocali di Tina Turner e le Ikettes in seguito rese inaudibili su disco e la title-track, qua più lunga di ben quattro minuti rispetto alla versione ufficiale. Un'altra sezione di questa pubblicazione è dedicata alla costruzione di una composizione intitolata "Energy Frontier", nella quale è presente anche Jack Bruce. Si tratta di materiale degno di nota, se non altro, perché collega due composizioni di Zappa apparentemente slegate tra di loro: il tema è, infatti, semplicemente una early version di "Down in De Dew" e la sezione identificata come il bridge, in seguito, sarebbe diventata la title-track. In effetti, ascoltando attentamente le due composizioni, si notano diversi punti di incontro, apparentemente inaccessibili se non vengono fatti notare prima. Se da un lato, questa parte del disco è musicalmente un po' sconclusionata e incoerente, dall'altro, l'assolo di Frank nel "bridge" è brillante e andrebbe ascoltato almeno una volta. La versione dal vivo della "Yellow Snow" suite qua presentata, registrata a Sydney il 24 Giugno 1973 e antecedente alle session del disco, invece, è un momento che soddisferà sicuramente tutti. Compariamo questa versione estesa e senza tagli con la "Australian Yellow Snow" che compare su "One Shot Deal", registrata esattamente il giorno prima e rimontata da Zappa stesso. La versione "ufficiale" editata da Frank risponde di più ai requisiti che lui stesso pone in un'intervista presente su questo CD, nella quali definisce l'intera suite come qualcosa che si avvicina molto ad una "comedy routine" e, infatti, si concentra quasi interamente sulle parti vocali improvvisate e sulla storia demenziale narrata nel pezzo, togliendo quasi ogni frammento musicale complesso presente nell'originale. Per contrasto, la versione completa qui presentata, suona di più come una composizione completa e di ampio respiro: si ascolti, ad esempio, la sezione che comincia con "St. Alphonzo's Pancake Breakfast" nella quale l'elemento comico della suite passa un po' in secondo piano lasciando spazio ad alcune mirabolanti performance virtuosistiche che culminano in uno spettacolare e frenetico hard rock cantato dal fiatista Sal Marquez. Questa intera parte è stata eliminata in "Australian Yellow Snow", rendendo, quindi, il tutto molto più statico e difficilmente assimilabile da coloro che non trovano particolarmente buffe le disavventure del piccolo Eschimese Nanook alle prese con la tossica neve gialla. Il disco contiene anche alcuni frammenti di session sparsi che, sebbene siano rivolti soprattutto ai collezionisti più arditi, racchiudono comunque alcuni momenti di grande qualità. Si tratta di una pubblicazione di estremo interesse per coloro che amano l'album, dato che lo integra bene senza raschiare il fondo del barile. La qualità sonora è eccellente: i pezzi mixati nel 2014 da Craig Parker Adams sono stati realizzati con grande cura e il mastering generale lascia respirare molto bene la musica. Il difetto principale di questo CD è, ovviamente, la sorprendente e inspiegabile assenza di "Stinkfoot", il pezzo centrale di "Apostrophe (')", nonché quello che ha dato il titolo a questa raccolta. Per il resto: altamente consigliato!

Voto: 8,5


Frank Zappa For President (Zappa Records/UMe ZR 20021)
Data di pubblicazione: 15 Luglio 2016

Sicuramente, questa è una pubblicazione che mira a rendere chiaro una volta per tutte che Frank Zappa era un compositore e non una semplice rockstar. I brani per synclavier "Overture to Uncle Sam", "Amnerika", "Medieval Ensemble" e "If I Was President",  alcuni presentati qui per la prima volta, sono certamente degli esempi di musica seria e contemporanea che nessun altro a parte Zappa avrebbe potuto comporre e costruire. Il CD contiene anche un paio di pezzi dal tour del 1988, probabilmente inclusi per giustificare il tema politico di questa compilation: "When The Lie's So Big" e un arrangiamento sorprendentemente serio e non ironico di "America The Beautiful". Secondo chi scrive, però, la cosa migliore contenuta nell'intero CD è il remix di "Brown Shoes Don’t Make It", il primo vero capolavoro di Zappa, presente sul secondo album dei Mothers of Invention: "Absolutely Free" del 1967. Questo secondo mixaggio, risalente al 1969, è molto più nitido e dettagliato di quello ufficiale che, invece, soffre di un po' troppa compressione, probabilmente dovuta al fatto che il pezzo contiene un po' troppi elementi che, con le limitazioni tecnologiche degli anni '60, risultano letteralmente schiacciati nell'immagine sonora. Inoltre, l'intero pezzo sembra essere stato ricostruito in molti punti, generando quindi molte interessanti differenze. Una traccia eccellente che consola almeno parzialmente dall'assenza di un Project/Object di "Absolutely Free". "Frank Zappa for President" è diretto soprattutto a coloro che considerano Frank Zappa qualcosa di più di una semplice divinità del rock ma, comunque, anche coloro che si apprestano ad ascoltarlo, devono conoscere già abbastanza bene la sua musica. Inoltre, sebbene il materiale contenuto sia tutto di alto livello, ogni pezzo funziona meglio individualmente che nel suo contesto, rendendo l'ascolto generale un po' stancante.

Voto: 7,5




ZAPPAtite - Frank Zappa's Tastiest Tracks (Zappa Records/UMe ZR 20023)
Data di pubblicazione: 16 Settembre 2016

Semplicemente, una compilation contenente 18 selezioni per avvicinare possibili nuovi adepti al mondo di Frank Zappa. La scaletta, che non contiene nessun inedito, sembra basarsi principalmente su quella della compilation del 1995 "Strictly Commercial", ma offre più varietà, spaziando dalle composizioni più serie a quelle più scanzonate e di satira, mantenendosi comunque su un terreno facilmente digeribile ed assimilabile. Va fatto notare che, con l'eccezione di "Mothermania", attualmente, questo CD è l'unica compilation Zappiana in stampa. Chi scrive non è particolarmente amante di questo genere di operazioni: sarebbe molto meglio addentrarsi piano piano nella discografia e scoprirla cronologicamente. Tuttavia, per un artista così prolifico (persino da defunto), si potrebbe trattare di un'impresa quantomeno titanica, e la scaletta non è per niente male. Inutile, quindi, per il fan sfegatato, ma un buon regalo di natale per chi vuole conoscere il mondo di Frank Zappa.

Voto: N/A



Meat Light: The Uncle Meat Project/Object (Zappa Records/UMe ZR 20024)
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2016

In preparazione da anni, questa è senza dubbio una delle pubblicazioni più attese dai fan: per molti, infatti, "Uncle Meat" è da molti considerato il capolavoro dei Mothers of Invention. Questa pubblicazione è suddivisa in tre parti. Il primo CD contiene la versione originale in LP dell'album; quando "Uncle Meat" è stato ripubblicato in digitale, Zappa modificò pesantemente il sonoro dell'album, riequalizzandolo, aggiungendo riverbero e remixando alcune parti e aggiunse ben 40 minuti di spezzoni di dialoghi dal film e la canzone "Tengo Na Minchia Tanta", risalente al 1982 e non in linea con il resto del disco. Queste bonus track non piacquero per niente ai fan, che, in segno di scherno, presto coniarono il termine "penalty tracks". La seconda sezione del progetto, contiene una prima versione del'album, montata nel 1968. Molte delle sezioni del disco nella sua versione finale, sono qua sparpagliate in varie tracce, mantenendo comunque una logica. Per questo motivo, si tratta di una costruzione di estremo interesse che, comunque, oltre ad offrire qualche mixaggio alternativo, include anche alcuni interessanti frammenti dal vivo ("Whiskey Wah""The Whip") che in seguito verranno esclusi dalla versione definitiva. Infine, le ultime 20 tracce consistono in una serie di outtakes varie trovatie nella Vault, tra cui mixaggi diversi, versioni in pre-produzione di alcuni pezzi, field recordings, qualche composizione inedita e varie versioni alternative. Si tratta, probabilmente, della parte più affascinante dei tre CD e, tra le cose da segnalare, abbiamo "Exercise 4 Variant", contenente temi in seguito sparsi per l’intero album (tra cui il "Main Title Theme"), un mixaggio di "Mr. Green Genes" con alcuni bellissimi fraseggi di chitarra solista completamente eliminati nella versione finale e le varie composizioni inedite ("1/4 Tone Unit", "Tango", "Sakuji’s March", "Number 4"). Inoltre, per la prima volta dal 1969, viene finalmente ristampata la versione strumentale del 45 giri di "Dog Breath", nella quale il tema viene eseguito dal sassofono e dalla chitarra. Pur non essendo terribilmente dettagliato, il libretto offre comunque molti elementi di prestigio, tra cui una serie di foto inedite, citazioni sul metodo lavorativo di Zappa e alcune interessanti, ma non molto lunghe, note del polistrumentista Ian Underwood. In definitiva, “Meat Light” è una delle migliori pubblicazioni di archivio di Frank Zappa e, chi ama “Uncle Meat”, sicuramente verrà stregato da questo documentario audio.

Voto: 10



Chicago '78 (Zappa Records/UMe ZR 20025)
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2016

Album che racchiude la seconda delle due esibizioni del 29 Settembre 1978 all'Uptown Theatre di Chicago. Oltre a Zappa, la formazione era costituita da Ike Willis (chitarra e voce solista), Denny Walley (chitarra slide, voce), Tommy Mars e Peter Wolf (tastiere), Ed Mann (percussioni), Arthur Barrow (basso) e Vinnie Colaiuta (batteria). Come per la maggior parte delle pubblicazioni Vaulternative, è un concerto che precedentemente non era disponibile ai fan nemmeno tra i circuiti non ufficiali. Si tratta di una performance molto energica che vede uno Zappa particolarmente ispirato alla chitarra e che, per giunta, ha una scaletta piena di rarità, tra cui "21", esercizio ritmico rielaborato l’anno successivo all'interno della versione in studio di "Keep it Greasey" su "Joe’s Garage", "Sy Borg", eseguita pochissimo dal vivo e un bellissimo momento improvvisativo intitolato "Paroxysmal Splendor", nel quale compaiono degli embrioni di "I’m A Beautiful Guy" e "Crew Slut". L’album comprende anche eccellenti versioni di "Yo Mama", "Village of The Sun", "Little House I Used To Live In", "Bamboozled by Love", l’intera "Yellow Snow Suite" e "Black Napkins". Il concerto è presentato in maniera completa, senza alcun tipo di taglio e, a parte alcune brevissimi momenti presi da una cassetta attaccata al mixer, la qualità audio è davvero eccellente, merito anche dell’azzeccato mixaggio ad opera di Craig Parker Adams. Volendo, l'unica critica che possiamo fare a doppio CD è l'inclusione di alcuni pezzi che abbiamo già sentito troppe volte ("Dancin' Fool", "Honey, Don't You Want A Man Like Me?", "Keep it Greasy"), in versioni che nulla aggiungono a tutte le altre. Tuttavia, sarebbe stato scorretto e decisamente non filologico rimuoverli! 

Voto: 8



Little Dots (Zappa Records/UMe ZR 20026)
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2016

A distanza di dieci anni, finalmente viene pubblicato il promesso sequel di "Imaginary Diseases", un progetto dedicato al periodo del Petit Wazoo del 1972. La title-track di questo CD era, fino ad ora, l’unica composizione non improvvisata eseguita in quel periodo ad essere rimasta totalmente inedita e, sebbene il suo tema iniziale del pezzo sembri assemblato in maniera casuale e spontanea, la cosa viene smentita dal fatto che venga ripetuto esattamente uguale alla fine del pezzo, e suona molto come qualcosa che non stonerebbe in un repertorio free jazz. La parte centrale della composizione è costituita da jam molto più facilmente assimilabili: in questa versione, tra le varie cose, possiamo gustare un ottimo duetto tra Jim Gordon (batteria) e Dave Parlato (basso) e due eccellenti assolo di Zappa e Tony Duran (slide guitar). Un altro brano significativo di questo tour è "Rollo", le cui varie sezioni verranno in seguito rimaneggiate all'interno di "St. Alphonzo’s Pancake Breakfast" e, esclusivamente dal vivo, come ultimo movimento della "Yellow Snow Suite", con un nuovo arrangiamento cantato. Nel 1972, la composizione cominciava con una sezione cantata mai più ripresa in futuro, per poi proseguire in una versione strumentale dei temi che abbiamo appena citato. In questa esecuzione, il ruolo da leone è senza dubbio di Tony Duran, autore di un ottimo assolo. Una versione di questo pezzo era già stata pubblicata su "Imaginary Diseases" ma, in quel caso, solo la sezione finale era stata utilizzata; questo CD, invece, contiene la versione integrale. Un discorso a parte merita l'ultimo brano, "Columbia, S. C.". Il concerto a Columbia del 5 Novembre 1972 fu uno dei rari momenti in cui Zappa perse il controllo della situazione: qualche minuto prima dell'inizio, il trombettista Gary Barone e il batterista Jim Gordon vennero arrestati per possesso di droga. Invece di annullare l’esibizione, Zappa, con grande spirito di iniziativa, propose a Maury Baker, il batterista dell’artista di supporto (Tim Buckley), di suonare con lui quella sera. La selezione qua contenuta è tratta dal finale di tale concerto e, nonostante le premesse, è di sicuro una delle improvvisazioni più godibili del tour: la prima sezione è molto avanguardistica, quasi un richiamo ai Mothers of Invention degli anni '60, mentre la seconda è molto più melodica e maestosa, con ottime prove chitarristiche di Zappa Duran. Il sostituto Baker, che comunque era già un professionista, se la cava in maniera egregia, offrendo un playing di supporto con molto calore e gusto. Come il suo predecessore "Imaginary Diseases", "Little Dots" è un prodotto che, all'interno del canone Zappiano, risulta forse meno avventuroso e originale del solito ma che, in sé, è perfettamente apprezzabile e certamente di alto interesse per lo studioso. Inoltre, a differenza della maggioranza dei bootleg disponibili di questo periodo, la qualità audio, è straordinaria: non dimentichiamoci che è materiale assemblato, mixato e preparato da Zappa stesso.

Voto: 8,5


A queste uscite, vanno aggiunte le nuove edizioni in vinile di "Cruising with Ruben & The Jets", "Joe's Garage", "Lumpy Gravy", "Weasels Ripped My Flesh" e "We're Only In It For The Money", prese rigorosamente dai master originali analogici e presentate con particolare cura sia nel suono, sia nel packaging. Speriamo in un 2017 altrettanto prolifico, per la gioia delle nostre orecchie e la disperazione dei nostri portafogli!




Potete comprare gli album al BARFKO-SWILL SHOP!



Parte di questo speciale è stato riadattato da alcuni articoli che ho scritto per "Rock by Wild" e "Il Secolo XIX":




domenica 21 dicembre 2014

The Return of the Son of Frank Zappa II


  

Riprendiamo la tradizione, in occasione del giorno del compleanno di Frank Zappa, di recensire gli album postumi del Maestro. A causa della scarsità di materiale uscito nel 2012 e nel 2013, abbiamo deciso di saltare temporaneamente gli aggiornamenti nei due anni precedenti e di aspettare che si accumulassero più pubblicazioni. Come al solito, sono uscite delle chicche gustosissime, affiancate ad altre cose meno interessanti. Oltre a queste pubblicazioni, un altro evento importantissimo è stato, finalmente, la ristampa totale del catalogo di Zappa, avvenuta nel 2012. Molti di questi nuovi CD sono stati trasferiti di nuovo dai master tape dei dischi e, in molti casi, presentano il mixaggio originale dell'album, a volte radicalmente diverso da quello dei CD precedenti ("Hot Rats" e "Sleep Dirt" sono i due esempi più palesi). Per chi volesse approfondire, segnaliamo questo ottimo link: una piccola guida che spiega dettagliatamente quali nuovi CD possono essere utili anche a chi possiede le edizioni precedenti.

Prima di proseguire, invitiamo i lettori, nel caso non l'abbiano già fatto, alla lettura dei due precedenti articoli che trattano delle uscite postume di Zappa a partire da "The Lost Episodes":


Understanding America (Zappa Records/UMe ZR3892)
Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2012

Una compilation preparata dallo stesso Zappa, intorno al 1991. Tra i due CD, non c'è nessun inedito vero e proprio, solo una versione deluxe di "Porn Wars", il famoso collage per synclavier dedicato alle tematiche del PMRC e della censura musicale, uscito nel 1986. La nuova versione aggiunge ben 14 minuti in più ai 12 già esistenti (!), ma il nuovo materiale consiste in stralci di canzoni di Zappa, inserite a mo di commento, e qualche altra frase degenerata da parte dei membri del congresso, per un totale di ben 25:51". Sicuramente, avrete capito che non è qualcosa che ascolterete spesso. Il resto della compilation, inoltre, proviene dai vecchi master usati per i CD precedenti, e soffre di molti disturbi audio (Zappa, verso la fine della sua vita, aveva qualche problema d'udito). Come se non bastasse, molto spesso i brani sono mozzati e seguono tra di loro in maniera molto rudimentale. Purtroppo, per questi motivi, non funziona bene nemmeno come introduzione alla musica del Maestro, ed è consigliabile solo ai fan più estremi che non vogliono perdersi "Porn Wars Deluxe"

Voto: 4


Road Tapes, Venue #1 (Vaulternative Records VR 20122)
Data di pubblicazione: 7 Novembre 2012

Zappa, nelle note di copertina della serie "You Can't Do That On Stage Anymore", aveva fatto notare spesso come le migliori performance fossero proprio quelle che venivano registrate sui cosiddetti "guerrilla tapes", ovvero le registrazioni non catturate su multi-traccia. Con questo primo volume di "Road Tapes", lo ZFT lancia una serie che finalmente dà spazio a quelle performance, strumentisticamente ineccepibili, ma registrate in maniere professionale. In un certo senso, potremmo paragonare i Road Tapes ai volumi dei "King Crimson Collectors Club": così come nei KCCC, anche nei Road Tapes, infatti, i nastri vengono pubblicati integrali, persino le canzoni che, sulla registrazione originale, risultano incomplete. Non si può, comunque, parlare di bootleg ufficiali perché si tratterà sempre, comunque, di nastri registrati dell'equipe di Zappa. Questo primo volume contiene il concerto alla Kerrisdale Arena di Vancouver del 25 Agosto 1968, nel tardo periodo Mothers of Invention. La formazione include Frank Zappa, unico chitarrista e cantante, Don Preston alle tastiere, Ian Underwood ai fiati e alle tastiere, Bunk Gardner ai fiati, Jim "Motorhead" Sherwood al sax baritono, al tamburello e all'armonica, Roy Estrada al basso e Jimmy Carl Black e Arthur Tripp alla batteria. La qualità audio è sorprendentemente molto nitida e di buona definizione, sebbene l'archivista dello ZFT Joe Travers abbia affermato nelle interviste che, per renderla pubblicabile, è stato necessario un minuzioso lavoro di ripulitura, e la performance è ottima. Oltre ad alcuni classici del gruppo ("Help I'm A Rock", "Hungry Freaks Daddy", "Trouble Every Day" e "King Kong", eseguita come bis da un sorpreso, ma compiaciuto Zappa, in seguito alle urla entusiaste del pubblico), spiccano bellissime versioni del medley "Orange County Lumber Truck" e di "Holiday In Berlin", qui intitolata "Shortly". Vengono inoltre inclusi anche due cavalli di battaglia del repertorio dei Mothers che erano precedentemente disponibili soltanto in registrazioni non ufficiali: "Oh, In The Sky", un bizzarro brano doo-wop cantato in maniera deliziosamente demenziale da Roy Estrada e "Octandre", un riarrangiamento dei Mothers di un'opera di Edgar Varese. Una pubblicazione eccellente che, a dispetto della descrizione della serie, può essere apprezzata da tutti. Anzi, questo doppio CD è più rappresentativo dell'attività dal vivo dei Mothers rispetto a "Ahead of Their Time", l'album pubblicato nel 1992 tratto dai due concerti alla Royal Festival Hall il 25 Ottobre 1968. Da avere!

Voto: 9


Finer Moments (Zappa Records/UMe ZR3894)
Data di pubblicazione: 12 Dicembre 2012

Si tratta di un disco di archivio preparato nel 1972 da Zappa, completo e pronto per essere pubblicato ma, per qualche motivo, lasciato su uno scaffale a prendere polvere. Il disco si alterna tra materiale del 1969 e del 1971 ed era stato concepito come doppio vinile. La prima facciata, alterna frammenti del leggendario concerto alla Royal Albert Hall del 6 Giugno 1969, tra cui l'ispirato assolo Zappiano "Sleazette" e la musique-concrete di "The Walking Zombie Music", ad altro materiale del 1971, nello specifico i coinvolgenti assolo di "The Old Curiosity Shoppe". La seconda facciata, contiene un piccolo divertissment in studio e un lungo brano ("Uncle Rhebus"), tratto da un esecuzione di "King Kong" a Boston, l'8 Agosto 1969, contenente 17 minuti di intensa e furiosa improvvisazione musicale. La terza facciata dell'album, è anche la più ostica. Si tratta, essenzialmente, di una lunga serie di 21 minuti di sperimentalismo, con frammenti registrati dal vivo ("There Is No Heaven From Where Slogans Go To Die"), uniti ad altri in studio ("Enigmas 1 Thru 5", "Pumped and Waxed"), conclusi dal demenziale "Squeeze It, Squeeze It, Squeeze It" che, senza rivelare cosa sia, dovrebbe, ormai, essere ben familiare ai fan di Zappa. La quarta, e ultima, facciata, infine, è interamente occupata da "The Subcutaneous Peril", 19 minuti di improvvisazioni tratte da versioni dal vivo di "King Kong" e di "Pound for a Brown", tratte dai concerti alla Carnegie Hall dell'11 Ottobre 1971. Parti di questo materiale sono uscite ufficialmente sparse su "The Lost Episodes""Mystery Disk", "Carnegie Hall" e su vari volumi di "You Can't Do That On Stage Anymore". Tuttavia, come prodotto in sé è interessante, i vari assolo pubblicati sono tutti di alta caratura ed è un lavoro che lo scolaro Zappiano dovrebbe procurarsi, anche se, chi è alle prime armi, forse, dovrebbe aspettare un po'. Comunque, un'uscita affascinante.

Voto: 7


AAAFNRAA 21 December 2012 - Baby Snakes, The Compleat Soundtrack 2h 44m 20s (Zappa Records/Itunes)
Data di pubblicazione: 21 Dicembre 2012

Una delle più grandi delusioni in assoluto: una semplice estrazione in audio del DVD di "Baby Snakes". Nessuna differenza: stesso mixaggio, stessi titoli e stessa suddivisione in capitoli. D'accordo, il materiale presentato è musicalmente eccellente, ma perché mai qualcuno dovrebbe privarsi dello (splendido) DVD e acquistare solo l'audio su Itunes? La cosa, non è conveniente nemmeno a livello di prezzo. Questi Birthday Bundle (pacchetti I-tunes pubblicati il giorno del compleanno di Zappa) si rivelano, ancora una volta, le peggiori pubblicazioni postume. Se non altro, il Birthday Bundle del 2013 (non recensito in questo articolo in quanto tratta esclusivamente delle pubblicazioni audio) è stato un favoloso video di 10 minuti del tardo 1973 che mostra il gruppo in studio (la formazione di "Roxy & Elsewhere" più le Ikettes in studio) intento a registrare una versione di "Cheepnis" ma, veramente, si tratta dell'unico caso degno di nota. Il voto finale è una media tra quello musicale (8) e quello della pubblicazione in quanto tale (1). 

Voto: 4,5


Road Tapes, Venue #2 (Vaulternative Records VR 2013-1)
Data di pubblicazione: 31 Ottobre 2013

Anche il secondo volume dei Road Tapes si rivela essere di estremo interesse per ogni fan di Zappa. Questa volta, ci troviamo davanti ad una selezione tratta dai concerti del 23 e 24 Agosto 1973 a Helsinki, tre in tutto (due nel giorno 23). Nonostante le premesse della serie, la qualità audio è ottima: in stereo e, solo con una leggerissima distorsione nel canale vocale. Ancora più importante, questa particolare formazione della band di Zappa non aveva ancora avuto il suo spazio nelle pubblicazioni ufficiali d'archivio: oltre a Zappa, c'erano il celeberrimo violinista Jean-Luc Ponty, i coniugi Ruth e Ian Underwood, alle percussioni e ai sintetizzatori rispettivamente, George Duke alle tastiere e alla voce, Tom Fowler al basso, suo fratello Bruce al trombone e Ralph Humphrey alla batteria. Splendido il medley che apre il primo CD ("The Eric Dolphy memorial Barbecue", "Kung Fu", "Penguin in Bondage", "Dog Meat" e "RDNZL") e monumentali le versioni di "Dupree's Paradise", preceduta da una lunga introduzione inserita in una traccia a parte, "Don't You Ever Wash That Thing?""Big Swifty" e "Farther O'Blivion". Da segnalare anche il "Finnish Hit Single" "Dun Dun Dun", un'improvvisazione basata su quella che Zappa descrive come "la parte di violoncello che c'è nella colonna sonora dei film dell'orrore quando arrivano i mostri". Se i volumi futuri di questa serie sono come quelli che sono usciti, è il caso di tenerli d'occhio: potrebbero essere, assieme ai Project/Object (ovvero, i making of degli album), le cose più interessanti in assoluto.

Voto: 8,5


A Token of His Extreme Soundtrack (Zappa Records ZR20015)
Data di pubblicazione: 25 Novembre 2013

"A Token of His Extreme" era il titolo un programma-concerto TV del 1974,  registrato dal vivo agli KCET Studios di Los Angeles il 27 Agosto 1974, ma mai andato in onda ufficialmente. Alcune parti di questo programma erano finite nel video "The Dub Room Special" ma, nel 2013, lo ZFT ha finalmente pubblicato l'intero programma in DVD, ricevendo un plauso unanime da parte dei fan. Forse però era meno necessario pubblicare anche la colonna sonora. Sia chiaro: le selezioni sono eccellenti e l'ascolto del disco non può che dare immenso piacere (specialmente "Pygmy Twylyte", "Room Service", "Oh No" e "Son of Orange County"), ma, molto di questo materiale è in comune con quanto uscito sul CD colonna sonora "The Dub Room Special" e non c'è nessuna differenza nella scaletta rispetto al DVD, anche se il mixaggio è diverso dalle altre pubblicazioni. Tutto sommato, il fan non troppo esigente si può accontentare del DVD. Il voto complessivo è una media tra il contenuto musicale (8,5) e la pubblicazione in sé (4).

Voto: 6


Joe's Camouflage (Vaulternative Records VR 20132)
Data di pubblicazione: 30 Gennaio 2014

Solitamente, la Joe's Corsaga contiene cose destinate solo ai fan più accaniti, ma questo nuovo volume è interessante per chiunque. Si tratta di una collezione tratta da varie prove in studio di una formazione di Zappa mai andata in tour e risalente a metà 1975, precisamente tra Agosto e Luglio: oltre a Zappa, Denny Walley alla chitarra, Napoleon Murphy Brock al sax e alla voce, Robert Camarena alla chitarra e alla voce, Roy Estrada al basso, Novi Novoog alla viola, André Lewis alle tastiere e Terry Bozzio alla batteria. Un CD della stessa serie, "Joe's Domage", conteneva anch'esso una prova in studio, ma in qualità audio bassa ed estremamente frammentaria, piena di pause. Chi è memore di quell'esperienza e non l'ha apprezzata può stare tranquillo: a parte un paio di selezioni proveniente da una cassetta in mono registrata da Denny Walley, la maggior parte dei brani sono stati registrati professionalmente su multi-traccia e non c'è praticamente nessuna interruzione al loro interno. Sicuramente, il succo di questo CD sono i due inediti, sconosciuti prima d'ora anche ai fan più accaniti: la strumentale "Phyniox", trionfale veicolo per assolo di Zappa, presentata in due take diversi e "Reeny Ra", un delizioso pezzo nonsense che ricorda un po' i primi Mothers of Invention. Da notare anche che, nella traccia denominata "Choose Your Foot", compare un frammento di "Swallow My Pride", brano eseguito nel tour successivo e tutt'ora non pubblicato ufficialmente. Il resto dell'album non è meno interessante: alcuni pezzi sono in arrangiamenti inediti ("T'Mershi Duween"),  altri in versioni embrionali, a volte notevolmente differenti da quelle pubblicate in seguito ("Honey Don't You Want a Man Like Me", "The Illinois Enema Bandit", "Sleep Dirt" e "Any Downers?"), il tutto intervallato da qualche frammento di audio veritée, in modo da dare un senso di "documentario" al tutto. La ciliegina sulla torta è la bellissima versione di "Black Napkins", con l'assolo di viola di Novi Novoog. Incredibile come,  a 21 anni dalla sua morte, ci siano ancora così tante cose di Zappa che dobbiamo ancora sentire!

Voto: 8



Roxy by Proxy (Zappa Records ZR20017)
Data di pubblicazione: 13 Marzo 2014

Praticamente ogni fan di Zappa sa bene l'epopea che c'è dietro ai famigerati filmati dei concerti registrati al Roxy Theatre di Los Angeles tra l'8 e il 12 Dicembre 1973. I concerti vennero filmati per poter essere pubblicati in video, ma il progetto non è mai stato completato, a causa di costi troppo elevati, anche se due minuti di "Dummy Up" sono finiti nella VHS "The True Story of 200 Motels". Dopo la morte del compositore, il film è stato più volte annunciato e sono state rese disponibili varie anteprime: un trailer di tre minuti, 30 gustosissimi minuti proiettati prima dei concerti della coverband ufficiale di Dweeil, Zappa Plays Zappa (adesso disponibili sul sito ufficiale a questo indirizzo), la pubblicazione del già citato video delle registrazioni di "Cheepnis" in studio e, infine, questo CD, un prequel al video e che contiene tracce mixate e preparate da Zappa nel 1987, forse per "You Can't Do That On Stage Anymore", ma in seguito non utilizzate. Ma, come se non bastasse, anche questo CD ha una piccola epopea:  inizialmente, questo album era stato annunciato a fine 2012 come un progetto di gigantesco crowd founding; i fan interessati avrebbero comprato i master e sarebbero stati i distributori, ma la cosa si rivelò un grandissimo flop e non se ne fece nulla. Il disco venne annunciato, quindi, come pubblicazione regolare, in uscita prevista il 21 Settembre 2013, ma difetti tecnici nella stampe dei dischi hanno spostato la pubblicazione al 13 Marzo dell'anno successivo. Una cosa divertente da notare è che la data di uscita è stata posticipata di settimana in settimana, tenendo i fan sul filo del rasoio! In ogni caso, una volta che ci siamo trovati il CD tra le mani, siamo stati tutti molto veloci a dimenticare i disagi passati. La formazione è fantastica: FZ, Napoleon Murphy Brock al sax, al flauto e alla voce, Ruth Underwood alle percussioni (le cui note nel libretto del CD risultano interessantissime), i fratelli Bruce e Tom Fowler al trombone e al basso, George Duke alle tastiere e alla voce e Paul Humphrey e Chester Thompson alla batteria. Ogni brano presente su CD è in versione monumentale, ma segnaliamo "Inca Roads" in arrangiamento inedito, con una divertente introduzione cocktail jazz, una versione, una versione di "Cheepnis" suonata solo con la batteria e le percussioni, prima di eseguire di nuovo il brano, stavolta normalmente, "Dupree's Paradise", con una serie di assolo mozzafiato, tra cui quello di Tom Fowler, che riprende un inciso di "Montana" e il conclusivo medley finale "King Kong/Chunga's Revenge/Mr. Green Genes". Sebbene l'attesa per questo materiale sia stata lunga, la pazienza è stata ricompensata e, questo CD, schizza subito in alto tra le pubblicazioni postume più belle. Stando a quanto dice Gail Zappa, niente di ciò che è pubblicato in questo disco è in comune con il film e, in effetti, questa versione di "Dupree's Paradise" non è la stessa che c'è nei 30 minuti resi disponibili fin'ora. Oltre ad avere il DVD, la vera colonna sonora, a quanto pare, sarà resa disponibile a parte in futuro. Staremo a vedere ma, nel frattempo, godiamoci questo bellissimo CD.

Voto: 9


Happy Mothers Day (Zappa Records download)
Data di pubblicazione: 10 Maggio 2014

Piccolo bonus in digitale rilasciato il giorno della mamma, acquistabile dal sito ufficiale. Due le selezioni: una versione di "Zoot Allures" preparata da Zappa stesso, tratta da varie esecuzioni dal vivo del 1982 (l'assolo è stato registrato a Londra il 18 Giugno dello stesso anno), ma con una nuova pista di batteria in studio di Chad Wackerman, e "Cosmik Debris" proviene dagli stessi concerti ad Helsinki del 1973 che hanno dato vita al secondo volume della serie "Road Tapes". Entrambi i brani sono di ottima qualità e contengono due assolo di Zappa particolarmente energici e aggressivi, il secondo con un buon uso di wah-wah. Contrariamente ai vari Birthday Bundle, questo EP è senza dubbio più apprezzabile, meno costoso e, nonostante questi due pezzi non siano assolutamente delle rarità nelle pubblicazioni Zappiane, non ridondante.

Voto: 7

The Frank Zappa AAAFNRAA Birthday Bundle 2014 (Zappa Records download)
Data di pubblicazione: 21 Dicembre 2014

Ovviamente, non poteva mancare il consueto Birthday Bundle. Nonostante la nostra esplicitamente dichiarata antipatia per questo genere di uscite, questa volta non possiamo proprio lamentarci. L'anno scorso, come già citato, la famiglia Zappa ci aveva presentato un bellissimo video con un making of di un take in studio di "Cheepnis". Quest'anno si continua sulla stessa scia. Solo un brano non è eseguito da Zappa. Per il resto, ci sono due file audio e uno video. Partiamo dai due audio: "Down in De Dew" è un outtake in studio del 1973, pubblicato per la prima volta su "Läther". Questa particolare versione è un mixaggio originale di Zappa del 1974 ed era già stata pubblicata quest'anno come retro del 45 giri "Don't Eat The Yellow Snow" uscito durante il Record Store Day del 2014. "Freak Choufflè" è un prezioso documento storico: una jam blues dal vivo registrata nel 1966, con una formazione inedita: FZ, Del Casher alla chitarra ritmica, durato nella line-up solo pochi mesi, Roy Estrada al basso, Don Preston alle tastiere e Jimmy Carl Black e Billy Mundi alla batteria. Per una volta, rompiamo una regola, e consideriamo anche il filmato: "RDNZL" registrata dal vivo a Palermo, il 14 Luglio 1982, durante il famoso concerto in cui scoppiò una terribile rivolta. Il brano è stato filmato prima dello scoppio dei disordini, ma non per questo è meno interessante. La versione è eccellente, il video, filmato dal tecnico Thomas Nordegg, è di qualità molto alta pur essendo single-shot, e l'inizio del pezzo è arrangiato diversamente rispetto a tutte le versioni pubblicate ufficialmente fino ad ora. Il gruppo cita pure la marcia trionfale dell'"Aida" di Giuseppe Verdi per omaggiare il bel paese. A giudicare da cosa ha scritto Gail Zappa nella mailing list del sito ufficiale, questo video è solo una piccola anteprima di qualcosa che vedremo in futuro, speriamo presto. Finalmente ce l'abbiamo fatta: dopo otto anni, abbiamo dato un (meritatissimo) voto alto ad un Birthday Bundle!

Voto: 8

Come al solito, il materiale uscito è molteplice e interessante, anche se, purtroppo anche questo come al solito, di varia qualità. Gestire l'eredità musicale di un artista come Frank Zappa non è certamente un compito semplice e, sicuramente, va dato un plauso allo ZFT per il nobile tentativo che sta facendo: sebbene continuino a persistere con alcuni errori, la qualità delle pubblicazioni si è sempre dimostrata generalmente solida e, addirittura, in crescita, grazie ad iniziative sempre nuove e interessanti (l'ultima, appunto, i Road Tapes). Nonostante Zappa sia morto da ormai 21 anni, non sono ancora arrivati a raschiare il fondo del barile e, in certi casi, ci hanno offerto alcune delle incisioni più belle del Maestro, sia dal vivo che in studio. Per quanto riguarda ciò che potrebbe uscire in futuro, stando ad una recente intervista a Gail Zappa, la prossima uscita, cronologicamente la #100, dovrebbe essere finalmente "Dance Me This", un disco inedito per synclavier di Zappa preparato nel 1992 che dovrebbe essere quanto di più vicino alla world music il compositore abbia mai fatto. Tuttavia, nel momento in cui scriviamo, non ne è ancora stata annunciata una data ufficiale di pubblicazione. Un'altra cosa che sembra che uscirà sicuramente è il Project/Object  di "Apostrophe (')", esplicitamente annunciato sul retro del 45 giri di "Don't Eat The Yellow Snow" uscito durante il Record Store Day di quest'anno. Tanto per salivare un po' di più, ecco una breve lista incompleta di cose annunciate in varie interviste, in varie epoche: i Project/Object di "Hot Rats" e "Uncle Meat", un secondo volume di "The Lost Episodes", un secondo CD dedicato al Petit Wazoo tour (il primo è stato "Imaginary Diseases" del 2006), un concerto del Bongo Fury tour con Captain Beefheart, un progetto companion di "The Lumpy Money Project/Object", il concerto al Ritz di New York del 17 Novembre 1981, considerato dai fan come uno dei migliori in assoluto e "The Mothers Live at the Whiskey", un album dal vivo preparato da Zappa nel 1968, rimasto inedito. Dovremmo aspettarci queste cose? Sicuramente sì, ma non in questa priorità e, probabilmente, non tutte nella maniera in cui le hanno annunciate. Ma d'altra parte, una delle cose più belle delle uscite postume di Zappa è che, così come quando era in vita, è assolutamente impossibile predire cosa uscirà e in che modo. Per questo motivo, auspichiamo che l'eccitazione che c'è ogni volta che una nuova release viene annunciata sia destinata a permanere per ancora un bel po' di tempo!



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NOTA - Questo articolo è il terzo della serie dedicata alle uscite postume di Frank Zappa:


  1. Frank Zappa II
  2. Frank Zappa II 2.0
  3. The Return of the Son of Frank Zappa II
  4. Frank Zappa's continuing voyage into the twilight realm of his own secret thoughts

mercoledì 4 dicembre 2013

Frank Zappa, chi era costui?






"We, hai sentito? Oggi sono 20 anni dalla morte di Frank Zappa"
"Ah sì, grande Zappa! Quello che ha detto dei giornalisti rock che sono gente che non sa scrivere che intervista gente che non sa parlare per lettori che non sanno leggere"
"Sì, ed è anche quello che ha detto che l'idrogeno non è la sostanza base dell'universo, ma la stupidità perché ce n'è molta di più"
"E quando quel tizio gli ha chiesto se era una ragazza perché aveva i capelli lunghi e lui, di rimando, gli ha chiesto se era un tavolino visto che aveva una gamba di legno?"

"Ah! Ah! Ah! Classico!"
"Senti, ma mi sta venendo un dubbio: che canzoni ha fatto Frank Zappa?"
"Ma come che canzoni ha fatto? Ma dai! Ma se ha fatto quella là, famosissima... 'Tengo na Minchia Tanta'!!!!!!"


Il 4 Dicembre 1993, Frank Zappa se ne andava, dopo qualche anno di calvario legato ad un tumore alla prostata. O, come annunciò la sua famiglia, "partì per il suo ultimo tour". Le reazioni del mondo della musica furono un po' scosse. Lou Reed (che per una beffa del destino è scomparso esattamente 20 anni dopo), da sempre suo rivale e da sempre molto poco carino con lui, dichiarò che "è raro incontrare persone al mondo che fanno cambiamenti in maniera positiva. Frank Zappa era tra queste e uno dei miei più grandi rimpianti è di non averlo conosciuto meglio. Frank era la voce della ragione e dell'onestà in un business privo di queste cose", Elio fu laconico: "facciamone un mito" disse "come Jim Morrison e Freddie Mercury", l'amico/nemico di sempre Don Van Vliet (alias Captain Beefheart), da tempo ritirato a vita privata, non rilasciò nessuna dichiarazione ufficiale, ma chi era in contatto con lui lo definì "sconvolto" dalla notizia, mentre molti altri artisti (chi con più sincerità, chi con meno) si affrettarono subito a metterlo tra le loro influenze e ad esprimere grande ammirazione per lui. Nei due anni successivi, un produttore utilizzò la musica di Zappa nella comicissima serie animata Duckman (nella quale, il personaggio di Ajax viene doppiato da Dweezil, il figlio di Frank) e nel 1995 il nome di Zappa entrò nella Rock'n'Roll Hall of Fame.

Che immagine ha Zappa oggi 4 Dicembre 2013? Elio è stato profetico. Zappa è diventato un mito. Il baffo e mosca sardonici di Frank Zappa sono entrati nell'iconografia musicale, come lo sguardo distante di Jimi Hendrix, la prosa trionfale di Freddie Mercury e la figura di Jim Morrison. Anche le sue frasi vengono citate spesso, soprattutto da coloro a cui piace darsi l'immagine da intellettuale. La più gettonata, ultimamente, è "se passi una vita noiosa e miserabile perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, il tuo insegnante, il tuo prete o qualche tizio in tv che ti diceva come farti gli affari tuoi, allora te lo meriti", seguita da "parlare di musica è come ballare d'architettura", frase snaturata dal suo contesto, peraltro. Anche il termine "Zappiano" viene usato a dismisura. Qualsiasi composizione sia complicata, variegata e, allo stesso tempo, buffonesca e sbeffeggiante, ancor di più se ha un testo volgare, verrà automaticamente etichettata in questo modo. Mi è capitato più di una volta di vedere magliette con quella foto di Zappa nudo seduto sul water, immagine che lui stesso ha ripudiato e rifiutato, ma che sembra essere diventata l'archetipo del suo modo di essere. Eccolo qua, un mito creato per riuscire a mangiare sulla sua immagine dopo la morte più di quanto fosse possibile farlo durante la sua vita. Sicuramente tutto questo, a Zappa sarebbe andato di traverso peggio del famoso salatino ingoiato da Bush.

Ora, Frank Zappa sarà anche morto, ma la sua musica continua a sembrare fresca, piena di ispirazione e, soprattutto, completamente diversa da qualsiasi altra cosa sia in circolazione, presente o passata. A noi restano quindi tre opzioni:


  1. Ci maceriamo e viviamo perpetuamente nel "cosa farebbe lo zio Frank se fosse ancora vivo?" ascoltando incessantemente i suoi dischi;
  2. Cerchiamo di convincere più radio a suonare la musica di Frank Zappa e più giornali a fare articoli su di lui;
  3. Cominciamo a trattarlo da compositore, il quale era, e cercare di fare in modo che venga finalmente riconosciuto come un tassello importante della musica del XX secolo.


Scelgo la terza ipotesi, pensando soprattutto che, prima di tutto Zappa era un compositore ed un musicista, e non è stato altro per la durata della sua vita. Certo, era abile a commentare e a ridicolizzare tutte le mode e le brutture della società (solitamente quelle cose che tutti gli altri esaltavano), ma non ha mai pensato di mettere in secondo piano la musica per questo. Le sue composizioni sono state eseguite da varie orchestre, tra cui la London Symphony (che, ricordiamocelo, è una cooperativa che sceglie in persona quale musica eseguite) e l'Ensemble Modern, che tante gioie gli diede al termine della sua esistenza. Recentemente, ho avuto modo di constatare in prima persona quanto la musica di Zappa sia rispettata e tenuta in considerazione da docenti universitari di musica e da studiosi di musica contemporanea. Quest'anno, lo Zappa Family Trust, ha proclamato il periodo che va da Dicembre 2013 a Dicembre 2014 "l'anno di Frank Zappa". Ora, siccome è difficile scostare Zappa dall'immagine del "genio metropolitano", forse sarebbe il caso di non cercare più di realizzare consensi tra il pubblico mainstream e di concentrarsi sulla sua figura da compositore, magari cominciando a dare permessi a orchestre di portare in giro il suo repertorio e magari di tentare di eseguire anche tutte quelle partiture che sono state scritte e che oggi rimangono inedite, addirittura cercare di arrangiare quei pezzi per synclavier insuonabili per definizione. In fin dei conti, l'Ensemble Modern ci è riuscita con "G-Spot Tornado".

Comunque, dire che non sta succedendo niente di buono che riguardi la sua musica sarebbe assolutamente ingiusto e fuori luogo. In qualche modo, il nome di Zappa viene celebrato e vengono già organizzati eventi a suo nome. Giusto poco tempo fa è uscito un bel documentario ad opera di Salvo Cuccia, intitolato "L'estate di Frank" che in questi giorni sta avendo molta fortuna e ha avuto anche messe in onda su Sky. Il problema è che siamo sempre gli stessi a celebrarlo e queste cose difficilmente incoraggiano nuovi adepti ad addentrarsi nella sua musica. Una sua entrata (di diritto) nella "musica classica" potrebbe essere un buon inizio per far riscoprire Frank Zappa. Il fatto che, questo Ottobre, la BBC Concert Orchestra abbia eseguito "200 Motels" alla Royal Festival Hall fa sperare bene.

Oggi, però, consiglio a tutti di aprire la Zappa Radio presente sul sito ufficiale e di farsi una bella scorpacciata della musica dello zio Frank. Ascoltatela e basta. Non pensate al baffo sardonico, non pensate allo sguardo sbeffeggiatore, non pensate ai giornalisti rock, ai tavolini, all'idrogeno e, soprattutto, dimenticatevi della "minchia tanta". Ascoltate la musica per quello che è: meravigliosa, complessa e unica, e forse capirete di cosa sto parlando.