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martedì 10 maggio 2022

Laura B - La ragazza di nessuno (Autoproduzione, 2022)



"La ragazza di nessuno", il primo lavoro solista di Laura B, musicista bresciana in attività dal 2009, in passato collaboratrice di Lucio Bardi e Luciano Ninzatti e frontwoman dei Lemon Squeezers. Nei suoi venti minuti di durata, l'EP cerca di dare voce al mondo visto da un'ottica femminile e presenta con testi che puntano ad essere diretti e a lasciare meno spazio possibile ad interpretazioni alternative.

Da un punto di vista musicale, l'EP è incentrato principalmente sulla voce della cantante, roca e graffiante e piuttosto adatta a supportare sia le parti vocali, sia le tematiche affrontate suoi testi. Musicalmente, il disco si muove principalmente su atmosfere soul e rock, ben eseguite e ben arrangiate. Dei sei pezzi qua contenuti, le più interessanti sono l'hard rock di "Cristina", canzone aggressiva e di protesta dedicata alle donne che hanno subito dei torti e che pagano per il resto della loro vita, "Il giorno triste del tuo compleanno", supportata da un buon giro di basso e con un testo piuttosto amaro riguardante la necessità di distaccarsi dalle relazioni sentimentali nocive e la conclusiva "Norma", il brano più politicamente impegnato del disco che chiude la sequenza in maniera musicalmente piuttosto delicata che vede un narrazione in prima persona riguardante la sua vita in tempi di guerra con relative difficoltà e un tocco di nostalgia.

Forse anche a causa della sua breve durata, "La ragazza di nessuno" è un lavoro che va dritto al sodo e che, dal suo punto di vista, sicuramente raggiunge i suoi obiettivi. Il cantato potrebbe non essere per tutti ma è adeguato al materiale proposto e la produzione dà alla presentazione del disco un tocco di convinzione che lo rende, complessivamente, un lavoro azzeccato.

giovedì 21 aprile 2022

Daniela D'Angelo - Petricore (Volume!, 2022)


 

"Petricore" è il primo lavoro solista della cantautrice Daniela D'Angelo, all'attivo dal 2012 prima con la band Distinto e successivamente nel progetto artistico In DA House. Il disco, inciso presso gli studi Adesiva Discografica, è stato realizzato sotto la direzione artistica di Vito Gatto e registrato in presa diretta da un trio composto dalla cantautrice (voce, chitarra), Ivano Rossetti (basso) e Mamo (batteria) con in seguito sovrapposizione elettroniche. 

Che il disco sia un prodotto pensato e realizzato con uno schema preciso in mente è già evidente dalla sua rappresentazione, a partire dalla copertina creata da Clara Daniele, visual artist con una particolare preferenza verso l'imperfezione. L'album si pone l'obiettivo di rappresentare una sorta di percorso spirituale basato sulla crescita personale in seguito ai rapporti d'amore ed è strutturato in una sequenza che si pone lo scopo di funzionare bene sia a livello concettuale che musicale. In effetti, sebbene ci sia una certa omogeneità nel sound, data soprattutto dalle aggiunte elettroniche del produttore Gatto, c'è una buona varietà musicale e momenti più pacati ("Questo cuore") vengono affiancati ad altri decisamente più ritmati e irrequieti ("Suppergiù") dando anche l'opportunità di prendere un po' di respiro con un breve intermezzo posto a metà album ("Esercitazioni"). Le liriche del disco sono piuttosto ben riuscite, soprattutto quando i testi esprimono insofferenza ("Suppergiù" e "Butto giù"), risultando catartici e coinvolgenti: in questi momenti, il cantato di D'Angelo è particolarmente espressivo e ciò contribuisce a dare credibilità ai contenuti. Come già menzionato, a livello di sound il disco è permeato di atmosfere prevalentemente cupe date dalle sonorità elettroniche ad opera del produttore Gatto che però, per fortuna, non danno sensazione di freddezza: nonostante risaltino particolarmente, non sono necessariamente in primo piano, bensì un ingrediente di un sound dato anche da una registrazione di una band live in studio, le cui performance sono misurate e professionali. 

"Petricore" è, in definitiva, un prodotto che risulta apprezzabile per la sua realizzazione più che per le sue intenzioni: sebbene si noti una coerenza tematica all'ascolto dei testi, senza le spiegazioni dell'artista è un po' difficile collocarle in una cornice. Detto questo, come collezione di canzoni funziona abbastanza bene e lascia in bocca un sapore di professionalità, dato dalla pregevolezza della produzione e del cantato.

martedì 19 aprile 2022

Blu 21 - Ricordami (Autoproduzione, 2022)


Blu 21 è un duo elettro pop composto da Paolo Bottini (arrangiamenti e musica) e Sergio Guida (cantato e testi). Dopo una collaborazione di tre album con la band Underdose, i due hanno deciso di mettersi in proprio e, durante il lockdown, hanno composto e realizzato insieme alcune canzoni, completandosele a vicenda, che in seguito hanno dato forma a questo "Ricordami", fresco di uscita.

Il disco è permeato da un'atmosfera fortemente amara. Le canzoni, anche quando hanno un messaggio di speranza ("Parlami di te" e "Mercoledì" che aprono l'album, entrambe legate alla voglia di reagire e di rinascere, in contesti diversi) hanno tutte un sottofondo cupo e malinconico, certamente fortemente influenzato anche dal momento storico in cui è stato concepito l'album. Di conseguenza, musica e cantato si muovono sullo stesso livello e risultano adeguati e complementari alle intenzioni, con un approccio tecnico/stilistico professionale e ben studiato. Le basi musicali sono efficaci, sia dal punto di vista delle melodie che della scelta dei suoni, e sono decisamente gradevoli e ben prodotte. Il cantato aggiunge una componente molto melodica alla musica e dimostra buone capacità vocali e interpretative, soprattutto nei momenti più drammatici, come nella conclusiva "Poi chiudo gli occhi", ballata struggente dedicata alla scomparsa di un genitore. Tra gli altri pezzi che si possono ricordare "1980", che probabilmente include la base musicale più interessante dell'intero album e "Ti vedo chiaramente", pezzo che probabilmente non farebbe brutta figura in una classifica mainstream grazie alla sua riuscita melodia pop ben supportata dal cantata.

Se, però, il punto di forza del disco è la coerenza, il suo svantaggio è quello di non offrire molta diversità: singolarmente ogni brano funziona bene ma, a livello di sequenza, si arriva al termine dell'album con l'impressione di aver ascoltato un blocco unico che rischia di far risultare l'intera opera un po' monocromatica. In ogni caso, si tratta di un lavoro che ha sicuramente una sua personalità e che cattura in maniera piuttosto egregia un certo tipo di mood.

giovedì 14 aprile 2022

Fred Branca - Romantico Punk (Cane Nero Dischi, 2021)

 


"Romantico Punk" sarà anche il debutto discografico di Fred Branca, pseudonimo di Federico Branca Bonelli, ma non è il suo ingresso nel mondo della musica: egli è, infatti, all'attivo da tempo come polistrumentista e produttore, nonché come fondatore della Cane Nero Dischi, etichetta discografica che, ovviamente, distribuisce anche questo album.

Il disco consiste in otto canzoni per un totale di 30 minuti esatti di musica scritta, arrangiata ed eseguita interamente dal musicista. Da questo punto di vista, si tratta di un lavoro decisamente notevole: il sound è organico, raffinato e ben costruito, certamente non come una di quelle tante autoreferenziali autoproduzioni che pullulano in questo tipo di genere. Si percepisce anche una visione d'insieme piuttosto coerente: piaccia o non piaccia, questo album è il frutto di un lavoro mirato e consapevole. A livello musicale, "Romantico punk" si mantiene tutto su un pop all'Italiana ma infarcito di internazionali che rendono in una certa diversità a livello di dinamiche e atmosfere. Tra i pezzi più interessanti vi sono "Fellini", delicata e raffinata, un dichiarato omaggio alle atmosfere delle colonne sonore di Ennio Morricone, sebbene a livello di arrangiamento e di presentazione sia piuttosto diverso dall'opera del maestro Romano, "Percussioni latine", pezzo cupo che cattura perfettamente le atmosfere notturne da discoteca o post-discoteca vite però sotto un'ottica poco amichevole e inquietante,  l'orecchiabile "Ballo come mi pare" e la conclusiva "Male come ti amavo" che chiude il disco in atmosfere soffuse ma, allo stesso tempo, irrequieta. I testi sono prevalentemente introspettivi, legati più che altro ad esperienze passate, in primis relazioni sentimentali, spesso e volentieri riviste in chiave malinconica e nostalgica ma non del tutto pessimista. Buona la produzione del disco: i suoni sono chiari, nitidi e rendono l'ascolto molto gradevole. 

Fred Branca ci presenta un lavoro ben studiato e ben realizzato che, al di là, di qualsiasi giudizio estetico, mostra competenza artistica e dal quale traspare molto la personalità dell'artista. Forse, l'unica pecca nell'esecuzione è proprio il cantato: intonato ma non con un timbro sempre immediatamente fruibile. Detto questo, la presenza di un collaboratore esterno avrebbe rotto il concetto della one-man band e, comunque, si potrebbe tranquillamente obiettare che proprio questo tipo di voce particolare aggiunge una personalità particolare e distintiva al disco. Per il resto, sicuramente non farà storcere il naso a chi è interessato alla musica pop Italiana degli ultimi anni.

martedì 12 aprile 2022

Marco Cignoli - Coccodrillo Bianco (Jab Media, 2021)




Classe 1988 e Iriense di nascita, Marco Cignoli è conosciuto perlopiù per la sua attività da presentatore e giornalista. Dopo alcuni singoli e collaborazioni, l'anno scorso è uscito il suo primo album completo, intitolato "Coccodrillo bianco", una citazione ad Alberto Radius che funge da metafora per rappresentare la purezza degli emarginati che sfuggono alle regole della società rifiutandone i compromessi e l'ipocrisia. Il disco è frutto di una collaborazione con i musicisti Daniele e Francesco Saibene, co-produttori e, in qualche caso, comparse musicali.

Nelle liriche Cignoli si presenta come un personaggio allo sbando ma senza prendersi troppo sul serio e con consapevolezza di sé. "Avrei dovuto lavorare in banca/mettermi presto la mia laurea in tasca/sentirmi chiamare dottore [...] e invece scrivo canzoni/faccio televisioni" lo si sente cantare nella terza canzone dell'album, per l'appunto intitolata "Invece scrivo canzoni", anche se poi si affretta ad aggiungere che detesta "i buoni consigli e i comodi appigli", rivendicando quindi la sua identità da coccodrillo bianco del titolo. A volte, invece, la prosa assume toni decisamente più drammatici come in "Menù kebab" nella quale la depressione e l'ansia per il futuro assumono toni decisamente realistici, anche per quanto riguarda il cibo visto come l'esorcismo perfetto delle paure. Non mancano anche la canzoni dedicate al tema delle relazioni: "Mi devo abituare", che apre il disco, e "Bulgaria", entrambe, come di consueto, dolceamare. 

A livello musicale, l'album si mantiene su un discreto pop alla Italiana arrangiato bene e con dei suoni piuttosto piacevoli. Da questo punto di vista, i pezzi che risaltano di più sono "Tamburo", che peraltro si avvale della partecipazione del rapper Berdix, la morbida "Utopia" ma soprattutto la conclusiva "Che ca**o sto dicendo?" (la censura non è ad opera dell'autore di questa recensione!) che, oltre ad offrire un godibilissimo e ballabile ritmo supportato dai fiati, ha anche un divertentissimo testo che rappresenta a pieno le potenzialità del senso dell'umorismo del cantautore di Voghera.

"Coccodrillo bianco" non è un lavoro unico nel suo genere, né a livello di tematiche liriche né per quanto riguarda l'aspetto musicale, ma se non altro ha il pregio di presentarsi sotto una veste fresca, energica ed autoironica che sicuramente ne aumenta molto l'appeal, soprattutto per la simpatia naturale che ispira il cantautore: cosa, ammettiamolo, piuttosto rara in questo genere.

mercoledì 30 marzo 2022

Andrea Cavina - 10 Lettere (Autoproduzione, 2021)



Andrea Cavina è un valente chitarrista e insegnante di musica Faentino che, dopo un ritiro musicale durato dodici anni, è tornato alle scene nel novembre dello scorso anno con il suo esordio discografico "10 Lettere", che presenta altrettante composizioni che, come esplicato dal titolo del disco stesso, sono tributi a vari artisti (musicali e non: tra loro compare anche Vincent Van Gogh) che, con le loro opere, hanno influenzato la sfera personale e artistica del chitarrista. Per sottolineare l'intimità degli intenti, Cavina si presenta da solo e in veste acustica: le 'lettere' non sono cantate né sono sostenute da musicisti di accompagnamento.

Il rischio di una produzione del genere è quello di presentarsi monotona o, comunque, interessante solo per gli addetti ai lavori. Tuttavia, il tema del disco dà l'occasione al chitarrista di aggirare l'ostacolo sfruttando a pieno tutta la versatilità che gli offre il suo strumento. In ciò lo aiuta anche l'azzeccata sequenza dei brani che consente alle composizioni di offrire, a seconda dei casi, più respiro o movimento. Si ascolti, ad esempio, la sequenza che parte con "La nanna di Giovanni" e termina con "Alba". Tra i brani più riusciti possiamo annoverare la già citata "La nanna di Giovanni", dalle ispirazioni classiche, la più movimentata "Estate", "Vento nella foresta", più complessa e a vari strati, e la raffinata "Stazioni", memorabile omaggio a due grandi della chitarra jazz: Pat Metheney Andrew York. Un altro buon pregio del disco è quello di offrire atmosfere cinematografiche, da colonna sonora: l'accostamento non è casuale considerati gli omaggi, tra gli altri, a Joe Hisaishi, Ludovico Einaudi e Yann Tiersen. Decisamente molto buona anche la produzione: il suono di chitarra di Cavina è nitido, cristallino ma allo stesso tempo caldo e naturale e, ad un ascolto in cuffia, vi si possono anche scorgere molto distintamente i respiri e le strusciate sul manico che danno un maggiore senso di intimità all'ascolto.

Sicuramente, avvicinare un ascoltatore di musica popolare mainstream a questo tipo di album non è facile: non tanto perché la musica in sé possa risultare ostile, quanto per la differenza stilistica. Eppure, il fatto di essere sospeso tra vari stili ed epoche alla fine risulta essere uno dei punti di forza del disco. "10 Lettere" si rivela un lavoro maturo, ben congegnato e altrettanto ben realizzato che raggiunge molto bene l'obiettivo prefissato in fase di realizzazione senza cadere in cliché. 

venerdì 25 marzo 2022

Soundelirio - Mostralgia (Boleskine House Records, 2021)



Soundelirio è un duo musicale composto da Alessandro Tacchini e Francesco Quinto nato nel 2019 ma agli esordi discografici solo dallo scorso novembre con questo "Mostralgia", sorta di semi-concept album dedicato ai "mostri" intesi come personaggi che, per via della loro storia o personalità, si sono allontanati da quella che è vista come la normalità. Sebbene non ci sia una title-track, il pezzo che sintetizza al meglio questo concetto è l'auto esplicativa "Ode all'anomalia" dedicata ai "dispersi, gli smarriti, a voi figli e ai mai nati, a quei passi falsi, ai caduti" e "agli animali soli che cercano perdono". Le liriche raggiungono sufficientemente lo scopo prefissato dagli autori e hanno la giusta drammaticità, in particolare nel pezzo di chiusura "Storia di A", piuttosto efficace e con il quale ci si può identificare sia con il narratore sia con il protagonista.

Con delle premesse di questo tipo, a livello musicale ci si potrebbe aspettare un lavoro tormentato e sperimentale, ma in realtà si finisce per trovarsi davanti ad un album di rock tipico che strizza l'occhio soprattutto ad alcune produzioni classiche Italiane. Delle dodici canzoni qua contenute, le più notevoli sono sicuramente "La pioggia sopra Yago", basata su riff azzeccati e ritmi trascinanti, "Goodbye Mr. Grey", altro pezzo molto aggressivo nel quale sono presenti anche alcuni interessanti trucchi di produzione come il suono del disco rovinato posto in apertura e "Madeleine", più delicata e malinconica e un buon momento di respiro.

La produzione del disco è valida e adeguata alla musica proposta. Buone anche le performance strumentali: in particolare i riff di chitarra sono presentati con mordente e con timbriche che li rendono convincenti ed accattivanti. Le parti cantate, affidate ad Alessandro Tacchini, sono sicuramente un  elemento che dà personalità alle canzoni, grazie ad una timbrica espressiva e caratteristica, sebbene in alcuni momenti (la già citata "Madeleine") forse sarebbe stato preferibile un cantato più morbido e meno ruvido.

"Mostralgia" appare come un disco dalle premesse ambiziose che però, al momento dell'ascolto, tendono un po' a passare in secondo piano per via della natura del prodotto più improntato verso un certo tipo di rock aggressivo. Per fortuna, da quel punto di vista funziona piuttosto bene e contiene abbastanza materiale solido da garantire una certa memorabilità.

mercoledì 26 gennaio 2022

Luca Fogliati - Per Te (Autoproduzione, 2021)

 


"Per Te" è la prima pubblicazione solista dell'Astigiano Luca Fogliati, frontman e fondatore della band I Volume in attivo dal 2007, e segna un riepilogo della sua carriera partendo dagli inizi e passando per le varie tappe attraversate. All'interno del disco il cantautore parla di tematiche che più l'hanno colpito e segnato a livello personale, affrontate però a manica larga, in modo che l'ascoltatore possa identificarsene più facilmente. In effetti, gli argomenti di cui si parla non sono solo universali ma anche quotidiani: l'ipocrisia, l'incertezza, l'indecisione, la fragilità con posti d'onore dedicati allo scorrere del tempo e alle dinamiche sociali. C'è anche spazio per i contenuti autobiografici: "A vent'anni", ad esempio, è una riflessione sulla fragilità e sulla temporaneità scaturita dalla prematura scomparsa di una sua conoscente in un incidente stradale e la conclusiva "Musica" è un omaggio al parroco di Callano d'Asti, figura che fu di grande ispirazione umana per Fogliati. 

Il cantante non fa mistero delle sue influenze legate alla musica Italiana. Più che al cantautorato classico, però, sembra che il peso sia dato soprattutto ad artisti come Ligabue e Piero Pelù, cosa che peraltro si riflette anche nell'utilizzo della voce baritonale di Fogliati. I testi sono infatti scritti in maniera diretta, senza dare spazio alcuno a metafore o ad ermetismi, con un linguaggio molto terra-terra, che fa risaltare le intenzioni liriche in maniera netta senza dare spazio ad ambiguità o interpretazioni alternative. Musicalmente, il disco si presenta con una discreta varietà, non tanto dal punto di vista compositivo, quanto a livello di arrangiamenti: l'opener "Vertigine" è dominata dal sintetizzatore, il pianoforte evidenzia la drammaticità di canzoni come "A vent'anni" e "Il folle volo", "La tua maschera" e "Ad un passo da te" sono più intime e minimaliste e c'è addirittura posto per l'elettronica ("In tutto questo tempo") e per qualche semplice, ma efficace e apprezzabile, assolo di chitarra.  

"Per te" è un disco che, a discapito del titolo, forse non è proprio per tutti. Nonostante le intenzioni dell'autore siano rivolte ad un pubblico più ampio, sicuramente è un lavoro che risulta più interessante a chi ha seguito la carriera dell'artista rispetto a chi si ritrova ad approcciarlo ex novo. Detto questo, chi è appassionato alla musica leggera Italiana sicuramente lo troverà comunque godibile, se non altro per la convincente presentazione di quel determinato stilema.


domenica 28 novembre 2010

[NEWS] Noi Sud sta con la musica emergente

Roma, 26 nov 2010 - "Presentata interrogazione ai Ministri dei beni e attività culturali e dello sviluppo economico affinché ognuno nelle proprie aree di competenza intervenga a sostegno della musica italiana" lo rende nota l'On. Americo Porfidia di Noi Sud.
"Che il settore musicale italiano indipendente sia in continua evoluzione - spiega Porfidia - lo dimostra il successo di manifestazioni come il MEI (Meeting delle etichette indipendenti) che da più di un decennio, trasforma ogni fine novembre la città di Faenza nella capitale della musica indipendente italiana. Tuttavia - continua Porfidia - le produzioni musicali italiane non sono molto valorizzate dal sistema radiofonico nazionale che predilige trasmettere canzoni provenienti per lo più dal mercato estero. Come fa osservare Audiocoop, a fronte del fatto che il 60% dei compact disk venduti in Italia sia di musica italiana, i più grandi network radiofonici commerciali che operano sul territorio nazionale trasmettono meno del 30% di musica italiana, e sostanzialmente, quasi nessun autore proveniente da piccole o medie etichette. La situazione è ancora meno florida se si analizza l'offerta televisiva. Di fatto - denuncia il deputato campano - si registra un forte danno verso tutte le piccole e medie etichette discografiche italiane con risvolti negativi sull'intero settore del made in Italy che rischia di cancellare la tradizione rinnovata della nuova musica italiana, il suo rapporto col territorio e le peculiarità locali, con il grave risultato di omologare il gusto degli ascoltatori ad un generico livellamento musicale." 
"Per questo - conclude l'on. Porfidia - chiediamo ai Ministri interrogati se non ritengano opportuno assumere iniziative, nelle proprie aree di competenza, al fine di promuovere la musica italiana ed eventualmente fare in modo che vi siano delle quote per il made in Italy nelle radio e tv del Paese (40% di musica prodotta in Italia, analogamente a quanto accade in Francia, della quale il 20% di opere prime) e sgravi e incentivi su chi investe per opere prime, promozioni all'estero e diffusione sui nuovi mercati on line; se non si ritenga necessario aprire un tavolo di confronto con produttori, discografici e radio e tv nazionali per trovare insieme strategie per promuovere la buona musica italiana; se non si ritenga necessario siglare un accordo per la promozione della piccola e media discografia indipendente italiana per la promozione della musica italiana all'estero e se non si ritenga fondamentale continuare a sostenere tali importanti manifestazioni con sostegni diretti, sgravi e incentivi per i produttori di opere prime e di investimenti on line"

On. Americo Porfidia
Noi Sud - Membro IV Commissione (Difesa)