venerdì 26 marzo 2010

Virginiana Miller - Il Primo Lunedì Del Mondo (ZAHR/Altrove, 2010)

Tracklist


Se il primo lunedì del mondo lo fai coi Virginiana Miller non avrai certo una vita di sorprese. Questo per dire che se uno ascolta i VM non si fa sicuramente l'idea della tipica band che parte da un punto per raggiungere obiettivi distanti, magari seguendo piste diverse per non diventare mai banali. Dal primo disco, distante ormai tredici anni, non sono cambiati di molto, ed è forse un bene per la piccola fan base che li ha sempre seguiti. Non per questo l'ultimo loro album si presenta vuoto di contenuti, e raggiunge comunque picchi di apprezzabile livello artistico. 
In tutto questo ennesimo sforzo dei toscani si respira un'aria melodica, profondamente influenzata dal vecchio lessico proveniente dai più soffusi CCCP e Marlene Kuntz, in qualche misura vicini a shoegaze e post-rock, nei lavori di chitarra, generi dai quali prende la distanza per il grande utilizzo della voce. Le linee vocali di Simone Lenzi, sempre uguale a sé stesso diventando in questo modo "speciale" rispetto ai tanti gruppi comunque simili che costellano il panorama italiano, danno la giusta dimensione all'importanza dei testi, a tratti intimi in altri più dispersi a rincorrere i cliché del lemmario alternative italiana, ma senza problemi di "insensatezza" et similia (no, non si copiano i Verdena, anche perché i VM sono nati prima). Si parla di "satanico nord-est" in L'Inferno Sono Gli Altri e il suo sfondo quasi folk reinterpretato dalla mente noise-leggera della band livornese, come nella sommessa agonia di Cruciverba o in La Carezza del Papa, col suo retrogusto di critica che vuole uscire libera ma che si trattiene. Giorgio Canali musicalmente, un cantautore pop qualunque nell'approccio. Gran pezzo, gran pezzo, "anche un calcio nel culo fa bene, come segno di amore sicuro, di contatto e calore animale senza tante parole" . Altri episodi degni di nota sono sicuramente la traccia di apertura Frequent Flyer, unico momento anglofono del "primo lunedì del mondo" (quello poi sviscerato in lungo e in largo nella seconda Lunedì, altra ottima canzone), e Acque Sicure, con il monito "apri gli occhi e resta a galla". Abbastanza a passo coi tempi come consiglio no?
Strumentalmente, anche dalle esperienze live con cui la band ha rallegrato tutta l'Italia negli ultimi due lustri e mezzo, la band ha dimostrato di cavarsela. Nell'album non si sente particolarmente, per un uso molto spesso minimale del comparto ritmico, che svolge comunque in maniera ottima il suo ruolo di supporto ad una sezione protagonista, di chitarre, piani e voce, di tutto rispetto. L'intesa tra le tue parti è infatti eccellente. Ciò che manca al disco per superare alcuni dei precedenti lavori dei VM (soprattutto Gelaterie Sconsacrate) è quella ventata di fresco e di novità che dava l'album citato all'epoca, ormai superato da una marea di band che propongono la stessa cosa e dagli stessi colleghi di Lenzi, che si sono con il tempo dispersi ad imitare le loro medesime caratteristiche. Come dire, ci si aspettava di più. Ma d'altro canto quando una formula funziona non ha sempre molto senso cambiarla, per cui chiudendo un occhio e mezzo, e accontentandosi, questo potrebbe essere uno dei dischi "da ascoltare" di questo buon duemiladieci. From Livorno to the aficionados.


Voto: 7-

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