sabato 1 maggio 2010

Ufomammut - Eve (Supernatural Cat, 2010)

Il progetto Ufomammut ha già piacevolmente sorpreso tutti quelli che poteva stupire. I viaggi oltre le frontiere del suono elettrico di questi ragazzi si sono schiantati contro gli scogli uditivi di migliaia di persone frastornando chiunque con uno stile inconfondibile e talmente personale da risultare indigesto a chi non è cresciuto a pane e sludge. Sia ben chiaro, non è una critica. All'ennesimo disco decidono di cambiare solfa, e partono in quarta con un brano unico, lungo circa tre quarti d'ora e segmentato in cinque parti. Si chiama "Eve" e dall'artwork si può con ogni certezza collegare al mito biblico di Adamo ed Eva (i serpenti che si propagano dai capelli della donna raffigurata non possono tradire), raccontato con una valanga di distorti e di suoni al limite della psichedelia.
Il prodotto degli Ufomammut è comunque una grande prova, dove si riesce a dare un'enorme varietà ad un unico pezzo, passando per lente soffuse melodie pinkfloydiane, grossolane schitarrate quasi hardcore, un doom più cupo di quello dei mostri sacri del doom e ringhiere elettrificate che stridono contro lamiere spiaccicate e trascinate sulla loro superficie. Momenti rilassati, momenti esplosivi e momenti di esplorazione sonica si fondono in un unico percorso che raggiunge il suo culmine al centro del pezzo, con una sezione individuata dalla terza traccia che si fregia anche di grida ed insipidi sintetizzatori sparati a mille come raggi laser di una navicella di Star Trek. E poi quei rallentamenti che un po' riportano fuori l'anima blacksabbathiana della band, pur rimanendo seppelliti in quel senso vago e gutturale di sofferenza che si staglia dalla bassezza di certi accordi,
Un viaggio incredibile, dal quale è impossibile sottrarsi, verso rari orizzonti di introspezione musicale. Non saranno cambiati molto dai lavori precedenti (e bisogna comunque ammettere che se le band così iniziassero a moltiplicarsi perderebbero molta della loro charme), ma sono ancora freschi ed indispensabile per questo tipo di scena, un po' troppo evoluta per piacere tanto agli italiani. Fuggite, vi prego.



Voto: 8.5

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